Emiliano Abramo apre la campagna elettorale ma non attacca gli avversari

Semplice. Pulita. Senza proclami. L’inaugurazione del comitato civico «È Catania» per la candidatura di Emiliano Abramo a sindaco della città etnea, sembra quasi un film. Un movimento civico in larga crescita vista l’affluenza, nonostante “silenzio” mediatico. Mai vista – almeno recentemente dalle nostrte parti – tanta gente “normale”, tante strette di mano, pacche sulle spalle e rarissimi “Scusa Emiliano, vorrei parlarti…”. Lui, Emiliano Abramo, sorridente e fors’ anche emozionato, si mescola fra la gente, parla di normalità, di emergenze, di impegno e di sofferenza. Direte: dove sta la novità? Ebbene, la novità sta nel fatto che non accenna ai suoi avversari, non li “sfiora” nemmeno perchè parla col cuore in mano (com’è solito fare…), spiegando le ragioni del suo impegno per la sua città. Il suo discorso? Breve breve, quasi un saluto prolungato, durato appena 5 minuti: Abramo sottolinea con forza che la sede del comitato di via Crispi 264 sarà uno spazio aperto a tutti i cittadini, senza distinzione, ubicato in una zona strategica della città, a dieci metri dalla Procura etnea. E, in effetti, non ha le connotazioni tradizionali di un comitato elettorale, quasi sempre ricavati in mega appartamenti o in fredde e desolate botteghe. Stanchi ma indubbiamente soddisfatti lo guardano a vista quelli del suo staff: Pierangelo Spataro, Giorgia Mosca e Peppino Idonea, che hanno lavorato senza sosta per ultimare ogni angolo del comitato, compresa un’accogliente sala per le conferenze stampa. Ci sono anche alcuni volontari della Comunità di Sant’Egidio, che accennano un sorriso quando incrociano lo sguardo di Emiliano. Ma l’inaugurazione del comitato, senza fuochi e senza champagne, sembra già alle spalle. L’ex cinema Reale è stato dunque riqualificato: è ormai uno spazio interattivo per incontri, contaminazioni, partecipazione e soprattutto uno luogo dove tutti potranno contribuire con le proprie idee al grande progetto di cambiamento di Catania. Anzi di «È Catania». Non male come inizio…