Morte a Catania e Bilbao, due pesi e due misure…

Il 2 febbraio 2007 è una data tristemente famigerata, la città di Catania, da allora, si porta addosso un marchio di infamia.

I tifosi della squadra di calcio si resero responsabili di gravissimi disordini che le TV di tutto il mondo trasmisero, due di essi sono stati condannati da un Tribunale della Repubblica per la morte del povero ispettore Filippo Raciti.

Per sgombrare ogni dubbio : siamo e saremo sempre con le forze dell’ordine e ancor più siamo vicini alla vedova ed ai figli di quel Servitore dello Stato.

Senza se e senza ma.

Tuttavia, oggi, c’è qualcosa che lascia l’amaro in bocca e forse qualcosa di più…

Ieri sera a Bilbao, in Spagna, ci sono stati feroci scontri tra ultras spagnoli e russi prima di Athletic- Spartak Mosca.

E purtroppo , dopo essere stato ferito, ha perso la vita per arresto cardiaco un poliziotto della gendarmeria basca (foto tratta dal Corriere della Sera, online).

Ebbene, con stupore oggi, specie sui giornali italiani, la notizia non occupa le prime pagine dei quotidiani politici e su quelli sportivi c’è solo un richiamo con rimando alle pagine interne ove si parla di violenza annunciata !

Ma come è possibile tutto ciò?

Quando fu Catania teatro di tristi vicende, tutti a dare addosso non solo ai colpevoli ma ad un’intera comunità!

Catania fu descritta, dai giornali di tutto il mondo grazie agli inviati che per settimane soggiornarono in città, come un sublimazione sintetica di Sodoma e Gomorra !

Sembrava che al mondo nulla di peggio esistesse, ed ancora oggi di questa pessima fama ricorrono segnali.

Invece, malgrado l’accaduto di Bilbao nessuno dicasi nessuno si scagli verso la città basca ( a lungo teatro di atti terroristici dell’Eta) e men che meno verso la capitale russa, che esportato il peggio della sua teppaglia !

Nessun inviato, per quanto consti, è partito alla volta delle due città per analizzare, studiare e comprendere il fenomeno della violenza degli ultras da trasferta.

Specie i russi, che si dice siano organizzati in forme paramilitari, con esperti di arti marziali e guerriglia !

Ma come si spiega tutto ciò?

Per favore, non si risponda con i soliti stereotipi: la Sicilia, la Mafia, il meridione d’Italia e altre amenità varie: intollerabile una simile interpretazione!

E allora, sarebbe interessante conoscere sul punto l’opinione di molti /troppi commentatori tuttologi, Italiani e non, che ricordano tanto le oche starnazzanti del Campidoglio …

Catania ed i catanesi non sono il Paradiso, per carità, ma nemmeno l’Inferno per troppo tempo descritto .

Per amore di verità.