Catania in bilico tra promozione diretta e play off: non resta che battere la Paganese e non mollare di un centimetro…

Se vogliono restare in corsa per la promozione diretta, gli etnei devono mettere fine a questo spreco di punti e provare a vincere tutte le rimanenti gare. Il pareggio rimediato a Bisceglie nel turno infrasettimanale di mercoledì scorso (1-1) si aggiunge al pareggio rimediato due settimane fa contro la Sicula Leonzio (0-0) ed alla disfatta subita a Monopoli (5-0). Non bastano le vittorie riportate contro Siracusa e Reggina. Se si vogliono evitare i play off, la squadra deve essere costante sul piano tecnico e mentale.

L’incostanza sta infatti costando cara al Catania. Se il pareggio contro il Bisceglie non ha ulteriormente allungato le distanze dal Lecce, che ha pareggiato a sua volta nel derby contro la Fidelis Andria col risultato di 2-2, ha però permesso al Trapani (1-0 sull’Akragas con rete di Polidori) di agganciare i rossazzurri a quota 57.

Certo è che i cambi stabiliti in corso di partita da mister Lucarelli, che ha schierato in difesa Bogdan e Marchese proprio nel momento in cui la squadra poteva raddoppiare il vantaggio, e gli errori del direttore di gara ( che ha negato due rigori evidenti al Catania, annullando pure un gol a Ripa…), hanno falsato il risultato.

Ma non si può tornare indietro e bisogna guardare alla sfida con la Paganese allo stadio Massimino, alle 14.30. In contemporanea giocheranno Lecce e Trapani, entrambe in trasferta e rispettivamente contro Casertana e Rende.

Al Massimino si prevedono circa 15.000 spettatori, segno che la gran parte della tifoseria non accenna alla resa e intende sostenere a gran voce la squadra dagli spalti. Ma è profondo il rammarico e sono tante le riserve sulla gestione di Lucarelli.

A questo proposito Fabio, giovane tifoso che frequenta la Curva Sud, ha commentato: “Lucarelli ci ha affossati nel momento migliore della gara. E’ stato incapace strategicamente di chiudere una partita già vinta. Non si può continuare a gettare punti e opportunità in questo modo”.

Antonio, più speranzoso, ha dichiarato: “Non ci resta che sperare e pensare positivo nelle prossime 6 gare. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Vedremo come finirà, bisogna provarci sino all’ultimo. Non dimentichiamo che il Lecce deve giocare a Caserta e a Reggio Calabria. Non si deve mollare di un centimetro, sino all’ultimo istante della stagione..”.

C’è chi ritiene che la fede sposti le montagne e che il tifo sia il fattore che, più di ogni altro, può far vincere una squadra: “Non siamo riusciti ad ottenere più di 10 punti nelle ultime 6-7 partite, ma sono certo che ne recupereremo 20 nelle prossime 7”, ha dichiarato con fermezza Pietro.

Domenica il Catania dovrà combattere col coltello tra i denti per decretare un destino più felice di quello che in questo momento si presagisce, magari nella speranza che da Caserta possa arrivare qualche buona notizia. Curiale (12 reti all’attivo) e compagni ci credono ancora…