Giovanni Magni definito ingiustamente "impresentabile" non condivide la scelta ma resta con Fratelli d'Italia

Camicia bianca, jeans scarpe da ginnastica e neri occhiali da vista sul volto pulito: altro che impresentabile, l’impressione è quella del ragazzo educato e con le idee chiare. Si presenta a Viagrande Studios per partecipare al talk giornalistico l’Informazione Racccontata con puntualità svizzera, Giovanni Magni, 26 anni, catanese. Da cinque anni pensava alla candidatura per il Consiglio comunale, che Roma però gli ha negato, per il cognome: “Non ho sentito nessuno dei vertici del partito..”, afferma rammaricato. e aggiunge “No, non lascio il partito, resto per coerenza ed etica”.

Condannato dunque senza aver commesso il “fatto”. Giovanni, che si sta laurendo in econoimia aziendale, paga i trascorsi “illegali” del padre: “All’interno del gruppo catanese di Fratelli d’Italia sono venute a galla delle vicende che in qualche modo mi coinvolgevano. Storie personali? Mio padre pregiudicato? Con lui non ho mai avuto rapporti: in realtà per un breve periodo ci siamo ritrovati ma è finita subito, ho fatto altre scelte. Quali colpe avrei? Pago colpe che non ho. Mi piacerebbe saperlo. Questa storia ha veramente dell’assurdo, spero di non pagare a causa delle strumentalizzazioni, sarebbe assurdo…”. Gaetano Galvagno, deputato regionale, gli è stato sempre vicino. “Una persona speciale, mi è sempre stato accanto, mi ha sostenuto e continua a farlo, come un fratello maggiore…”. E i dirigenti? “Roberto Cardillo, coordinatore provinciale, si è esposto pubblicamente sulla mia vicenda; grazie anche a Salvo Pogliese che ha espresso la sua solidarietà. E l’onorevole Ignazio La Russa mi ha scritto una mail…”.

Altre proposte per la candidatura? “Sì, mi sono arrivate da destra e da sinistra: ma per un senso di appartenenza e coerenza, io e il mio gruppo restiamo con Fratelli d’Italia: ripeto, accettiamo la scelta dei vertici del partito, non la condividiamo minimamente, ma l’accettiamo…”.

La madre Anna è l’unica persona di famiglia sulla quale fa affidamento: “C’è rimasta davvero male per la mia mancata candidatura: ci teneva molto, moltissimo e si è dispiaciuta per me. Io e lei ci siamo sempre aiutati a vicenda e contiinueremo a farlo…”. Prende fiato e rivela: “Se incontrassi Giorgia Meloni? Le direi che forse ha perso un’opportunità, la Sicilia ha bisogno di linfa giovane: ma nonostante tutto noi ci affidiamo a lei, a Giorgia Meloni, perchè è una grande leader e prima o poi ne sono certo, avremo modo di confrontarci…”.

Infine un consiglio per la città di Catania? “Deve ripartire dalla risorsa più bella: i giovani, serve un cambio generazionale…”.