Puleio: «Falcone è una testimonianza di impegno civile, di amore per questa terra»

“L’eredità di Giovanni Falcone ai giovani di oggi” è stato il tema dell’incontro di oggi organizzato dall’associazione nazionale antimafia Alfredo Agosta che si è svolto all’istituto superiore “G. De Felice Giuffrida Olivetti”. Relatore dell’incontro è stato il procuratore aggiunto della Repubblica italiana Francesco Puleio.

Sconfiggere il fenomeno criminale partendo dalle scuole è uno degli obiettivi dell’Associazione nazionale antimafia Alfredo Agosta. «Per noi fare questi incontri nelle scuole ha un’importanza rilevante perché Giovanni Falcone, così come Paolo Borsellino, è l’icona della lotta alla mafia e non si può non fare un incontro con ospiti importanti quale il procuratore aggiunto Francesco Puleio che rappresenta la direzione distrettuale Antimafia di Catania. È il nostro cavallo di battaglia perché crediamo che con la cultura sia possibile sconfiggere il fenomeno criminale partendo dalle scuole» afferma Giuseppe Agosta, figlio del maresciallo ucciso dalla mafia nel 1982, presente all’incontro in rappresentanza dell’Associazione Antimafia insieme all’avvocato Mariolina Malgioglio.

Una giornata per ricordare la strage di Capaci, in cui persero la vita il magistrato Giovani Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

«Giovanni Falcone è una testimonianza di impegno civile, di amore per questa terra, che riguarda tutti noi, riguarda giovani e meno giovani. Falcone, Borsellino e gli altri colleghi hanno dato la vita nel compimento del loro dovere ma soprattutto nel pensiero che facendo quello che è giusto fare, riusciamo a dare un senso alla nostra giornata e alle nostre azioni» sottolinea il procuratore aggiunto Francesco Puleio.

Attraverso una serie di slide, il procuratore ha mostrato ai ragazzi i momenti più cruenti che hanno segnato la storia degli anni di piombo. Tante le domande rivolte al magistrato. A 26 anni dall’attentato a Giovanni Falcone, eseguito da Cosa Nostra il 23 maggio 1992, si sta ancora indagando. Ci sono ancora dei lati “oscuri”. «Io penso che in questi avvenimenti così epocali restino sempre delle perplessità e ansia di sapere quanto più possibile. Che vi siano dei buchi neri o dei livelli ancora non sono stati toccati dalle indagini dovrà dirlo la magistratura e gli accertamenti che sono in corso. Aspetterei prima di formulare dei giudizi di dubbio o preoccupazione» conclude il procuratore aggiunto della repubblica italiana Francesco Puleio.