Commercio e startup a Catania, Politino: «c’è un tasso di mortalità elevato nonostante il saldo complessivo sia positivo, 1400 chiusure e 1800 nuove aperture»

Realtà commerciale catanese, imprenditorialità, centri commerciali e problematiche relative ai mercati storici di Catania, sono i punti analizzati in modo accurato e approfondito da Salvatore Politino, direttore Unimpresa Catania, associazione che dà voce alle piccole-medie imprese, ospite all’Informazione Raccontata, talk giornalistico in onda su Prima Tv, canale 666 del digitale terrestre e in diretta streaming sulla pagina facebook ufficiale dell’Informazione Raccontata.

«Se vive il commercio vive la città – sostiene già dalle prime battute il direttore Politino – ma oserei dire che per far vivere il commercio serve una programmazione seria da parte della politica partendo da un’analisi di criticità su quella che è la situazione attuale».

A Catania la voglia di fare impresa è tanta, c’è voglia di scommettersi nonostante il saldo negativo del commercio e la crisi che si fa sentire. «Ci siamo accorti – afferma Politino – che per quanto riguarda lo startup d’impresa dopo i 3 anni queste vengono a mancare. C’è un tasso di mortalità elevato nonostante il saldo complessivo sia positivo, perché nei primi quattro mesi a fronte di 1400 chiusure abbiamo avuto 1800 nuove aperture».

Catania è la città con la più alta presenza di centri commerciali in Europa, da tempo i piccoli commercianti denunciano una crisi anche dovuta a questo. «Il messaggio che dobbiamo far comprendere al consumatore – sostiene il direttore – è che non sempre all’interno dei centri commerciali ci sono imprese catanesi, ma ci sono anche imprese del nord Italia. Quindi è importante far capire al consumatore che rivolgendosi all’esercizio del centro storico può contribuire ad alimentare un’economia esclusivamente catanese. Se invece, si reca esclusivamente nei centri commerciali alimenta un circuito economico che non appartiene al tessuto economico catanese».

Per quanto riguarda invece i mercati storici di Catania, la fiera e la pescheria molto è cambiato rispetto agli anni passati. «Cambiando il sistema del commercio inevitabilmente ne risente il centro storico e i mercati tradizionali – prosegue – la pescheria è diventata zona a traffico limitato, i politici ci hanno messo del suo, pensando di fare un’isola pedonale ma in realtà stiamo assistendo ad una vera e propria desertificazione».

Piazza Carlo Alberto e zone limitrofe centro di stoccaggio di prodotti contraffatti e dell’abusivismo. I dati del Censis dimostrano che Catania è diventata centro di stoccaggio di prodotti contraffatti. Oltre a questo problema della contraffazione aggiungerei – continua il direttore di Unimpresa – anche il problema dell’abusivismo commerciale, inteso molto spesso come ammortizzatore sociale, ma è una cosa impensabile. È pensabile semmai avviare un processo di regolarizzazione dell’abusivo che prevede una detassazione dei tributi locali per i primi tre anni per far comprendere un messaggio culturale diverso: “io ti aiuto e ti accompagno in questo percorso ma non alimentare il circuito illegale”. In questo senso aspettiamo risposte dai futuri amministratori».