Siccità e Tristeza, agricoltura a rischio. I sindaci di otto comuni chiedo un incontro con Musumeci. Il Sifus interviene. Abate: «Manca la programmazione»

Una stagione irrigua che appare già difficile. Non solo per il ritardo con cui sta avendo inizio, ma anche perchè appare “priva di programmazione sia nella programma zione sia nella distribuzione che nella manutenzione”. I sindaci di Palagonia, Scordia, Militello, Mineo, Lentini, Grammichele, Paternò, Ramacca, insieme alle associazioni di categoria hanno inviato una richiesta di incontro urgente al presidente della Regione, Nello Musumeci, per determinare le misure più opportune ed immediateper alleviare lo stato di crisi degli agrumeti colpiti dalla persistente siccità e dal virus tristeza che sta decimando i terreni agrumentati.

A sostegno dei sindaci interviene Ernesto Abate, segretario regionale Sifus Confali consorzi di Bonifica.

«Colui il quale investe i suoi risparmi e le sue energie, per coltivare una terra, che spesso lascia l’amaro in bocca per il magro risultato di un raccolto o ancor peggio, del prezzo di mercato basso o da elemosina. Chi deve tutelare l’agricoltore e garantirlo lungo il periodo di preparazione del periodo dell’anno più caldo e siccitoso? Chi da supporto all’agricoltore medio, cioè colui il quale non ha le necessarie risorse per realizzare un laghetto, utile per i momenti di bisogno? Di norma è il Consorzio di Bonifica, che secondo le proiezioni e le percentuali di risorse idriche invasate, ha già l’idea di massima sulla disponibilità ed il periodo d’irrigazione per la stagione irrigua. Ma gli agricoltori che hanno investito tempo, risorse e sudore, sono stati informati per tempo, delle difficoltà e delle incertezze derivanti dalle scarse risorse idriche a disposizione nel territorio? Molti di questi agricoltori si sono riuniti e rivolti alle associazioni di categoria, molti altri invece, continuano giornalmente a chiedere informazioni al personale dipendente dei Consorzi di Bonifica. Gli agricoltori “imprenditori” si sono organizzati per ammortizzare il colpo, mentre l’agricoltore medio resta nella speranza di ricevere notizie confortanti. È opportuno che ci si faccia promotore di un’aggregazione degli agricoltori per far sì che rivolgendosi ai sindaci, loro stessi possano diventare strumento d’interlocuzione territoriale. Pertanto, passando dalle vesti d’agricoltore, alle vesti di organizzazione sindacale si ritiene necessario stimolare l’interesse per la tutela del territorio, avviando sin da oggi, telefonate interlocutorie con i sindaci interessati ad esempio nel territorio di Catania, nel quale solamente lo scorso maggio si è ritenuto avvisare gli agricoltori, che sarebbe stato inutile prenotare la fornitura d’acqua irrigua, perché quest’anno non sarebbe stato possibile offrire il servizio Consortile. Abbiamo già provveduto a lamentare questa “distrazione” Consortile, nell’informare gli agricoltori. Quanto sopra, denota una scarsa programmazione e capacità interlocutoria, da parte di un Ente pubblico che fornisce un servizio pubblico. Per questo motivo intendiamo stimolare i sindaci ad un’azione congiunta, per ristabilire l’ordine d’interesse tra Consorzio e Consorziati. Già nel corso di questa settimana, sono stato interpellato dal consiglio comunale di Paternò, al quale ho presenziato ed esposto le criticità della stagione irrigua 2018, che a dire il vero, ancora al 17 giugno non ha ancora preso il via, anche se hanno già indicato come prima data utile d’immissione d’acqua nei canali, per il 25 giugno prossimo; tradotto in servizio di distribuzione significa che l’utente riceverà la prima bevera a luglio e non ci sono diverse indicazioni fino a fine mese. La posizione del SIFUS è lineare e ferma al concetto che le scarse risorse idriche accumulate, non giustificano la mancata programmazione di interventi che possano mettere al riparo il più possibile gli agricoltori, da risultati disastrosi e in molti casi irreversibili. Infatti non si pensa al fatto che se una pianta d’agrume muore, bisognerà investire sul reimpianto ed attendere la messa in produzione della nuova pianta, determinando costi non indifferenti ed un lungo periodo di mancata produzione. La Politica Regionale in tutto ciò, verrà informata, così come il presidente della Regione Nello Musumeci».