Impresa e commercio in Sicilia? Quante difficoltà: ma guai ad arrendersi…

All’Informazione Raccontata, il talk giornalistico di SicraPress, condotto in studio da Umberto Teghini, come ogni martedì, in onda su Prima Tv, si è dato ampio spazio a “Storie d’impresa, storie di vita”. Ospiti in studio Marco Cavalieri, mediatore di rete, Paola Sardella, imprenditrice all’interno di un laboratorio tessile artigianale locale, Melo Melia dell’azienda “Graf the sign” di Catania, Rosario Scandurra, titolare di un pub a Mascalucia.
Diversi gli aspetti trattati nel corso della puntata, storie di chi ha creduto e ci è riuscito nonostante le numerose difficoltà, proprio perché sappiamo bene che fare impresa oggi è sempre più complicato, soprattutto in Sicilia.
“L’importante è provarci, sentirsi vivi. Lamentarsi non serve a nulla, aprirsi e fare rete è importante, essenziale…”, ha dichiarato, tra l’altro, Cavalieri con un filo di ottimismo crescente.
Conoscersi è bello, certo, il problema è che c’è diffidenza. Bisogna dimostrare che parlando si innesca “un meccanismo di coinvolgimento”, ha sottolineato il mediatore di rete.
Paola Sardella ha precisato che per portare avanti un’impresa occorre essere “duri” e “non mollare”, mentre Melo Melia ha aggiunto che le difficoltà sono relative, e che se si ha alle spalle un’esperienza importante le problematiche si superano, anche con la sinergia e la collaborazione.
Rosario Scandurra, operatore commerciale, ha specificato quanto il ruolo dell’amministrazione comunale sia importante sotto il profilo delle migliorie e dello sviluppo di un territorio, che deve diventare attrattivo e mai di passaggio. Nel corso della trasmissione, Paola Sardella, che realizza borse artigianali, ha raccontato della sua linea “Morgana” e dell’arrivo di un diktat da parte di una multinazionale. “Ho peccato di ingenuità. Credevo bastasse offrire un bel prodotto. Perché? Parto da una piccola società femminile di Catania e non credevo di poter creare problemi ai grandi colossi”, ha dichiarato ancora perplessa l’imprenditrice. In pratica, cercando di mettere in regola il nome della sua linea di borse, “Morgana”, è giunta un’opposizione alla registrazione del gruppo Carpisa, che a sua volta aveva creato una linea di borse basic chiamata “Morgan”. Intenzione dell’imprenditrice, che non si è sentita per niente aiutata dalla burocrazia, quella di trasformare la sua linea di borse nel nome di “Paola Sardella”, una certezza visto che così facendo nessuno potrà dirle qualcosa.
Il racconto dell’imprenditrice ha scaturito in studio un dibattito, anche in merito ai lunghi tempi dello Stato per la registrazione di un marchio. La burocrazia? In studio tutti d’accordo: “Un macigno, quasi insormontabile…”. Interessante la visione dello “spot racconto” di Melo Melia, dal 1983 in attività così come quello (già visto) di Paola Sardella.
Vivace il dibattito sull’argomento “cultura” in riferimento alla Sicilia in particolare, alle sue potenzialità, bellezze, alla sua storia, ma anche come bene economico, e si è parlato anche di quanto sia importante il ruolo della scuola nella formazione e la presenza fattiva sul territorio delle Attività produttive, del Turismo e dei Beni Culturali, magari sotto le direttive di un’unica cabina di regia…