Tv: storie d'impresa e storie di vita: imprenditori d'accordo sul condono delle cartelle sotto i 100 mila euro

Ultimo appuntamento stagionale con “Storie d’impresa, storie di vita” all’Informazione Raccontata, il talk giornalistico condoto da Umberto Teghini, per la regia di Matteo Marino, in onda su Prima Tv, canale 666 del digitale terrestre. Ospiti in studio gli imprenditori Manlio Failla, Melo Melia, Marco Morace, Giovanna Mirabella e Paola Sardella con il coordinamento di Marco Cavalieri, mediatore di rete, per raccontare e “spigare” il coraggio di restare in Sicilia per investire, per scommettere, per crederci.
A non arrendersi Manlio Failla, imprenditore della “Smoking Srls”, che recentemente ha inaugurato un distributore automatico per liquidi di sigarette elettroniche, ma anche Melo Melia, convinto che tra i compiti dell’imprenditore vi è quello di scommettere, che mai deve rassegnarsi, piuttosto dare spazio alle sinergie e alla creatività; Marco Morace, un giovane imprenditore che ha investito a Catania, svela: “Non avevo intenzione di andarmene, volevo creare qui qualcosa di nuovo e credo di esserci riuscito…”. Idee chiare anche per Paola Sardella, che per portare avanti i suoi progetti (una linea di borse artigianali) è rimasta nella nostra terra, nonostante le tante difficoltà incontrate; Giovanna Mirabella (fiorelleria Mirabella) è d’accordo nell’essere propositivi e a non mollare mai: “Dopo tanti sacrifici, oggi raccolgo gratificazioni importanti, anche nel rapporto diretto con la gente…”. Tra gli argomenti trattati nel corso della puntata quello della “sburocratizzazione”, di quanto sia difficile nel nostro paese ottenere un semplice certificato o una licenza. Lo stesso Morace ha raccontato delle numerose spese da affrontare per lanciare un’attività e poi mantenerla: non è sicuramente facile partire da zero, e come lo stesso imprenditore ha sottolineato “Lo Stato pretende, eccome…”. Favorevole anche Cavalieri, che ha ammesso quanto la burocrazia sia un impedimento per l’imprenditore, ma che facendo rete è possibile aiutarsi per superare le difficoltà.
“Imprenditore non si nasce, si diventa”, ha aggiunto Manlio Failla. Certo, come in tutti i mestieri occorre sperimentare e fare pratica, seguire un vero e proprio percorso di formazione.
A parlare delle difficoltà con la burocrazia, anche Paola Sardella, alle prese con un significativo contenzioso con una grande ditta, Carpisa.
“Con la burocrazia ci ho sbattuto la faccia, ma devo dire che s’impara anche dalle difficoltà burocratiche” ha chiosato Sardella. Secondo Melo Melia “la burocrazia fa scoraggiare davvero”…; l’imprenditore ha infatto avuto un equivoco con l’Inps e la burocrazia gli è stata lontana. A raccontarsi pure Giovanna Mirabella, soddisfatta del proprio lavoro e a capo di una fiorelleria – in corso Italia, a Catania – dotata di distributore automatico unico nelle nostre parti, un “self service” utile non solo quando il negozio è chiuso, ma anche per chi non ha né voglia né tempo per attendere il proprio turno.
Sul posibile condono del governo gialloverde – per quel che riguarda le cartelle esattoriali fino a 100 mila euro – gli ospiti in studio si sono mostrati favorevoli alla sanatoria. “Saggia e propositiva per ricreare una forma di economia che deve ripartire…”, ha dichiarato con convinzione Melo Melia.
“Questa riforma – ha continuato Failla – è destinata a chi non ha la possibilità di pagare le imposte, ad imprenditori sull’orlo del fallimento ed ha senso solo se c’è una riforma fiscale”. Secondo l’imprenditore bisogna rivoluzionare quel che riguarda il Testo Unico delle imposte. D’accordo sula manovra Cavalieri , “a patto di stare attenti ai furbetti delle tasse…non pagate…”.
Anche per Morace, Sardella e Mirabella è giusto che lo Stato “aiuti” chi si trova in difficoltà: avanti dunque col condono sotto i centomila euro, magari con qualche importante distinguo.
In merito al decreto Dignità approvato dal Governo, che smantella in parte il Jobs act” e che vieta le pubblicità sul gioco d’azzardo, consenzienti gli ospiti, in particolar modo Failla che, per esperienze familiari, ha ribadito che il gioco distrugge le famiglie. “La febbre da gioco è una malattia, troppo diffusa…”, ha infatti sottolineato con determinazione.
Curiosità in studio quando Marco Morace ha presentato il prodotto che commercializza: si chiama “The Knacky”, ed è dedicato alle donne, di ogni età: si tratta di una bustina di plastica igienica utile a deporre il salvaslip in maniera riservata quando si è fuori casa e quindi in palestra, in accademia in ufficio oppure a scuola: pratica ed innovativa.

In chiusura, in un clima propositivo, è stato fissato l’appuntamento a dopo l’estate (a settembre) per riprendere il filo del discorso della rete commerciale network (citazione di Marco Cavalieri…) e rilanciare una sinergia nata quasi per caso in uno studio televisivo e allargatasi a macchia d’olio nel giro di due mesi appena…