Catania: la Corte dei Conti spinge per il dissesto, Pogliese e Bonaccorsi valutano il ricorso

Non c’è poi tanta sorpresa. Forse più amarezza che altro. Sulla città di Catania si abbatte ufficialmente la scure del dissesto e la notizia, arrivata in prima mattinata, ha cambiato i programmi dell’amministrazione comunale che, ironia della sorte, aveva convocato i giornalisti per illustrare i dati economici. Poco prima dell’inizio dell’incontro con la stampa, infatti, è arrivato un faldone dalla Corte dei Conti, di una settantina di pagine con l’esito dell’audizione dello scorso 4 maggio: in quell’occasione, la passata amministrazione si presentò a Palermo per rispondere ai rilievi mossi nell’ultima nota, che già preludevano al default. A quanto ammonta il debito? A 1.580.078.603,99 euro. Una cifra enorme che sfiora dunque il miliardo e 600 milioni di euro…

Una situazione estremamente delicata, come l’ha definita il primo cittadino, per la quale l’amministrazione valuterà se opporsi, dopo aver letto le motivazioni.

Si può infatti ricorrere entro 30 giorni ed è quello che verosimilmente il Comune farà, come ha affermato il vicesindaco e assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi. “Il dispositivo prevede la possibilità di ricorso alle sezioni riunite della corte e sicuramente ce ne avvarremo. E valuteremo se questa ipotesi traumatica può non essere attuata in una città che già soffre”.

Da un primo esame, ad aver fatto precipitare la situazione, già pesante dall’ingente massa debitoria accumulata negli anni, sarebbe stata la mancata riscossione dei tributi, per cui il Comune intascherebbe meno della metà di quanto accertato: i mutui, dato significativo insieme alle anticipazioni di cassa “che non hanno permesso – ha spiegato Bonaccorsi – di alleviare le sofferenza che la cassa dell’ente ha avuto e che sono testimoniate dall’anticipazione di tesoreria”.

Il vicesindaco Bonaccorsi, ispiratore del piano di riequilibrio approvato nel 2013, si è poi appellato al legislatore affinché “si faccia carico delle condizioni delle città del sud come Catania” e intervenga a livello normativo.

In chiusura pogliese: “Avevo promesso ai miei concittadini di parlare il linguaggio della verità e della trasparenza dell’azione amministrativa, per questo abbiamo inteso rappresentare alla città qual è l’esatta situazione debitoria”.