Emergenza incendi. Grosso: « In Sicilia si sconosce la parola prevenzione»

«Purtroppo nonostante gli enormi sforzi compiuti dal Sifus da anni non siamo riusciti a far penetrare nella mentalità della politica di maggioranza e di opposizione il significato del termine prevenzione» commenta il segretario generale Sifus Confali, Maurizio Grosso.
«Specificatamente – sottolinea Grosso – prevenzione quale mezzo attivato al fine di prevenire i danni provocati dagli incendi boschivi. Tutte le forze politiche, indistintamente, destra, sinistra, gialloverdi e gli “improvvisatori” dell’ultima ora ne sconoscono il significato e sopratutto gli enormi risparmi in termini economici e di disastri ambientali che la pratica di questo termine determinerebbe. Tutte le forze politiche sparano a caso questo termine mentre in realtà, nella testa hanno chiara la soluzione (non soluzione) per fermare gli incendi: i canadair.
Il movimento 5 stelle attacca il Governo Musumeci oggi, perché la disponibilità dei canadair l’ha avuta solo l’altro ieri. Il Governo Musumeci a sua volta, si vanta di come sia riuscito ad avere la disponibilità dei canadair. Dell’ex Governo Crocetta/Cracolici meglio non parlarne. Tutti individuano la soluzione in quella che non è la soluzione. La soluzione è la prevenzione! La soluzione è intervenire nei boschi, attraverso la manodopera in organico, secondo le necessità del ciclo biologico delle piante. La soluzione – prosegue – è realizzare le pratiche agronomiche di cui necessitano i boschi in maniera programmata e pertanto, realizzare i viali parafuoco in tempi utili. Ad oggi, nemmeno il 50% dei viali parafuoco è stato realizzato mentre si tengono a casa i forestali.
Inoltre, è necessario per ragioni pedoclimatiche, avviare la campagna antincendio una quindicina di giorni prima della norma attraverso la copertura di tutte le postazioni vacanti, delle squadre complete e sopratutto, disponendo di DPI e mezzi meccanici all’altezza della sfida. Gli incendi si sconfiggono da terra. Poi, in subordine, vengono i canadair. Questo modello di prevenzione in Sicilia non è possibile realizzarlo poiché Governo e Parlamento a cui è affidata la sorte del patrimonio boschivo, non sono in grado di inserire il bilancio le risorse finanziarie immediatamente spendibili necessarie materialmente ad intervenire. Gli avviamenti dei forestali non avvengono mai, pertanto, effettuate secondo una programmazione legata alle necessità del ciclo biologico della natura, ma sempre, secondo le disponibilità di cassa. Per onore della verità, nella finanziaria 2018, il Presidente Musumeci era riuscito a mettere tutte le risorse necessarie, immediatamente spendibili fino a settembre, su preciso suggerimento del Sifus (ma anche su convincimento suo personale), ma detta proposta è abortita in commissione bilancio. In conclusione la soluzione agli incendi non va ricercata ne nei canadair e nelle lobby che ci stanno dietro, ne nella pena di morte ai piromani ( a cui vanno inflitte pene esemplari), ma nella prevenzione.
Il Sifus si batterà perché il Governo Musumeci definisca entro l’anno 2018, una riforma del comparto forestale capace di intervenire secondo una seria programmazione, di allargare le competenze finalizzate all’attingimento di nuove risorse economiche onde creare lavoro aggiuntivo e quindi stabilizzazione. A breve avvieremo – conclude Grosso – una campagna di assemblee in 36 comuni siciliani per parlare di questo guardandoci negli occhi».