Catania, una città ancora vietata ai disabili: sabato 29 tutti in piazza

Sono passati ormai 22 anni dal DPR 503 del 24 luglio 1996 che aggiorna ed introduce ulteriori disposizioni alle precedenti norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici, eppure cosa è cambiato da allora nella attuale Città metropolitana di Catania?

Abbiamo posto il quesito a Salvatore Mirabella (intervenuto all’Informazione Raccontata), presidente dell’Associazione di Volontariato “Come Ginestre”, che si occupa di svolgere attività di sensibilizzazione a favore dei portatori di handicap e dei loro familiari.

La risposta è stata molto chiara: “E’ cambiato poco, o nulla. E se un cambiamento c’è stato, esso non lo riusciamo a percepire”. Dopo molti anni da quel decreto e diverse amministrazioni che si sono succedute al Comune di Catania, nulla è stato fatto, secondo Mirabella, per risolvere quei problemi più complessi e legati alla presa in carico nelle fasi pre e post un intervento sanitario, oppure per quei problemi connessi al diritto allo studio e alla mobilità.

Nello specifico, il caso della mobilità e dei trasporti risulta essere un elemento chiave nell’autonomia personale dei soggetti portatori di handicap. Salvatore Mirabella fa riferimento alle condizioni di diverse stazioni della Metropolitana di Catania, che rimangono ancora inaccessibili ai disabili perché le adeguate strumentazioni ci sono, ma non funzionano. Per non parlare di tutti gli altri servizi di trasporto pubblico locale che, sebbene già messi a dura prova da altre difficoltà, non riescono a offrire quei minimi accorgimenti, fondamentali, invece, per i soggetti diversamente abili.

Cosa manca, e soprattutto, come si deve intervenire? “Sicuramente è necessaria una maggiore comunicazione con tutte le autorità” ci dice Mirabella. Infatti, “non è possibile che esista un campo specifico che non rientri nella più ampia questione della disabilità. Tutti gli Assessorati devono essere coinvolti nel trovare una soluzione e non solo quello ai servizi sociali, in quanto i diversamente abili sono delle persone e non numeri”.

Un futuro appuntamento di cui ci parla Salvatore Mirabella è la manifestazione di protesta che si svolgerà in piazza Università nella mattinata di sabato 29 settembre. Tema della manifestazione di protesta è la tutela del diritto allo studio per i portatori di disabilità.