L'Italia? Il Paese delle sovrapposizioni

L’Italia è diventata il Paese delle sovrapposizioni.
Per la composizione del Governo è sembrato di essere al bar al momento del caffè : chi lo voleva stretto, chi macchiato, chi lungo, chi corretto alla grappa, chi al brandy, senza capire che il barman avrebbe servito quello che decideva lui,sovvertendo l’aforisma secondo il quale” il cliente ha sempre ragione”;
nella fattispecie sovvertendo il principio generale di diritto di uno Stato democratico,che vuole il popolo elettore sovrano.
Essi’, perché le urne avevano indicato la via maestra, e invece sì voluto/dovutocercare un percorso alternativo,dimenticando la locuzione latina” una via electa non datur recursus al alteram”;
Come dire non possiamo millantarci per Repubblica democratica, quando nei fatti ci comportiamo diversamente.
A prescindere dalle cambiali firmate in bianco pur di formare un governo, non è comprensibile che il Presidente della Camera dei Deputati si ingerisca in affari di Governo;
Che il ministro delle infrastrutture,da cui dipende la Guardia Costiera per antico retaggio di quando era Capitaneria di porto,non controlli le regole di ingaggio di queste Forze armate ai suoi ordini, che, fin quando non diventano Marina Militare,dovrebbero operare all ‘ interno delle acque territoriali,appunto a guardia delle coste e non andare a caccia di salvataggi,quale novello esercito della salvezza rispettoso dei dettami quasi bicentenari di William Booth,piuttosto che delle scelte del Governo italiano che fino a prova contraria paga il loro stipendio, compreso quello del comandante della Nave Diciotti, capitano di fregata Massimo Kothmeir,che in una improvvida intervista,non più rintracciabile ,ha dichiarato “ ho disobbedito due volte al Ministro dell’interno.
Ma soprattutto non è dignitoso ne’ tollerabile che il Presidente del Parlamento europeo ,approfittando di avere anche una carica di Partito in Italia,si permetta ingerenze nelle attività governative e Parlamentari di uno Stato membro qual’e’ L’Italia,lasciando intendere di essere il verbo incarnato de”L’Europa lo vuole”.
Ma dov’è lo Stato sovrano;
Ma dov’è la separazione dei poteri;
Ma dov’è la tutela degli interessi del Popolo italiano,dispregiativamente chiamato populismo.
Al punto in cui siamo,ciò che ho descritto ed a cui assistiamo ogni giorno,sono ancora sovrapposizioni o piuttosto angherie e soprusi.
E fino a quando pensano che possiamo sopportare?