Catania "invasa" dagli avvocati per il congresso nazionale forense: sul tappeto i tempi lunghi della Giustizia e i costi…

Un incontro senza tempo al Palazzo degli Elefanti. Sì, perché ad avvolgere l’avvocatura che ha discusso del 34° Congresso Nazionale Forense, c’erano i dipinti di Giuseppe Sciuti, quelli ritraenti i più illustri oratori greci e romani. Una fusione che ha accompagnato la conferenza stampa di presentazione dei lavori, che si terranno a Catania tra il 4 e il 6 ottobre. In sottofondo i “sussurri” della pioggia battente.

La città etnea, nella persona del suo sindaco, Salvo Pogliese, è pronta ad accogliere uasi duemila avvocati arrivati da tutta Italia per partecipare a questo grande evento. Vi prenderanno parte anche tante illustri personalità del mondo forense e politico.

Fu il 1975 l’ultima volta in cui Catania aprì le porte al Congresso. Dopo 43 anni, la storia si ripete ed il fermento dell’avvocatura presente al Palazzo degli Elefanti si tocca con mano. Domani (giovedì) l’avvio dei lavori a San Nicolo l’Arena. Ad aprirli il presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Catania, avv. Maurizio Magnano di San Lio. A chiuderli sarà il ministro della Giustizia, on. Alfonso Bonafede: molto probabilmente la personalità più attesa tra quelle che interverranno nei prossimi giorni al congresso.

In primo piano il rilievo costituzionale dell’avvocatura. In un momento storico di grande crisi della professione forense, gli avvocati chiedono un riconoscimento all’interno della Costituzione, che garantisca non soltanto un’autorevolezza professionale, ma che valorizzi anche la loro funzione sociale. Perché di questo si tratta: tutelare i diritti dei cittadini. Un lavoro impegnativo ma, soprattutto, insostituibile. Altri ancora i temi caldi: il futuro dei giovani professionisti in un’Italia dove “albergano” oltre 245.000 avvocati, la durata dei processi, causa di numerosissime sanzioni dell’Unione Europea al nostro Paese, la sfiducia nella giustizia e i suoi costi. E proprio su questi temi, quasi 200 sono state le mozioni presentate dai professionisti: segno evidente di un’avvocatura preoccupata, che chiede riconoscimenti e pretende risposte e riforme. Mozioni che verranno discusse durante gli incontri. Il sipario calerà il 6 ottobre, quando verrà decisa anche la prossima sede congressuale.