Sandro Gaglio e quel sano hobby delle figurine Panini: "Ce l'ho, mi manca…"

Ha commentato le partite del weekend a SalaStampa (nella foto), la domenica sportiva dei siciliani (a Viagrande Studios per TeleJonica e PrimaTv), tra il serio e il faceto. Tifoso del Catania ma anche simpatizzante interista. Ma chi è Sandro Gaglio? Innanzitutto un uomo che non le manda a dire, tutto di un pezzo, con la battuta sempre pronta, ispirata dal tipico “humor” catanese. Da tifoso rossazzurro non ha dubbi: “Quest’anno il Catania vincerà il campionato, troppo forte la squadra di Sottil rispetto anche alle dirette concorrenti come Trapani o Catanzaro…”.

La sua vita in un modo o nell’altro è sempre stata legata allo sport ed al calcio. Oltre ad essere stato dirigente della Camera di Commercio di Catania per 38 anni, ha infatti giocato in seconda categoria come ala sinistra. Ma ciò che adesso lo unisce di più al calcio è la raccolta di figurine dei calciatori Panini.

Ricorda il giorno in cui ha iniziato il suo primo album? Quanti album ha completato?

“Se non ricordo male proprio l’anno ’63 – ’64, quando l’Inter vinse lo scudetto, la coppia dei campioni e la coppa internazionale. Quel giorno mio padre, Maresciallo della Polizia Stradale e Juventino, tornò a casa con l’album dei calciatori Panini.

Adesso credo di avere 40 album, ogni anno ne completo due, un piacere enorme… ”.

Quando ancora non si utilizzava internet, come otteneva le figurine per completare i suoi album?

“Negli anni ‘70 si giocava in strada, nelle piazze e nei vicoli. Il gioco più semplice era quello delle mazzette: chi possedeva la figurina con il nome più lungo del calciatore, vinceva e tornava a casa con una grande mazzetta di figurine. Questo era l’unico sistema, dal momento che avevamo pochi soldi da spendere per comprarle. Successivamente, la Panini decise di inserire sul retro dell’immagine un gioco a premi: a questo punto si cercava di ottenere quanti più punti possibili perché il premio poteva essere la maglietta del proprio idolo. Il mio era Mario Corso, indimenticabile attaccante dell’Inter, detto Mariolino…”

Come funziona oggi lo scambio di figurine? Utilizzate Facebook?

“Abbiamo un gruppo su Facebook, ma a dire il vero si sono creati dei veri e propri circuiti a Catania per cui compriamo le figurine e ci diamo appuntamento in locali o ritrovi conosciuti. Siamo circa un centinaio a partecipare e ci fidiamo l’uno dell’altro. Le frasi più frequenti durante i nostri incontri sono due: “Ce l’ho”, “Mi manca”.

C’è una connessione tra il suo rapporto con lo sport e la raccolta Panini?

“La mia vita è sempre stata legata allo sport ed è l’unico argomento di cui vale la pena discutere: finché non diventa business. Sicuramente la raccolta di figurine

Panini è il mezzo che preferisco per mantenere un rapporto con il calcio. Per chi come me ha vissuto di sport in passato, questa è stata l’invenzione migliore del mondo, sana e aggregante…”.

Per concludere, condivide questo suo hobby con i più piccoli? Quali consigli darebbe alla società Panini per far sì che si interessino di nuovo alle loro figurine?

“Certo, io non mi distacco mai dalle altre generazioni. Se si vuole rimanere al passo con i tempi, si deve ragionare come loro. In quest’era ormai pienamente tecnologica e digitale, la Panini potrebbe pensare ad un album “social” e gestibile da smartphone, tablet o computer. L’invio dell’immagine da inserire nell’album dovrebbe essere preceduto anche da domande, così che il ragazzino possa ragionare e pensare a quel giocatore ancor prima di aprire l’immagine”.