Dilettanti allo sbaraglio, ma non è la Corrida…

“Dilettanti allo sbaraglio”. Era questo il sottotitolo della “Corrida”, una trasmissione, prima radiofonica e poi televisiva, che conduceva il famoso presentatore Corrado. Il quale, con un cinismo fintamente bonario, si prendeva gioco di tanta gente qualunque in cerca di un quarto d’ora di notorietà. E “dilettanti allo sbaraglio” ci sembra l’epigrafe più adatta per sintetizzare i primi quattro mesi e mezzo del governo gialloverde presieduto, si fa per dire, da Giuseppe Conte.

Lo avevamo scritto tante altre volte, ma oggi occorre sottolineare ancora la vera e propria incultura ( meglio ancora, crassa ignoranza) della stessa classe dirigente a cinque stelle, in particolare. Mancanza di cultura politica, prima di tutto. Da cui discende non solo l’idea, visibilmente puerile, che la politica si riduca a “onestà privata”, ma anche quella che, oltre all’onestà, per governare ci voglia solo competenza tecnica. Fa veramente tenerezza, o rabbia a seconda dei casi, sentir dire da Di Maio che le autorità indipendenti non hanno titolo per interloquire ” perché non elette ” oppure che al Presidente Mattarella sarebbe stato recapitato un falso testo del DEF, ragione per la quale chiede l’intervento della Magistratura!

Come si possono arrivare a pensare, e poi a dire, simili sciocchezze?

La classe politica si seleziona nella lotta politica e devono emergere i più capaci e competenti: altra possibilità non c’è. La politica è prima di tutto visione, cioè chiarezza sugli obiettivi da raggiungere, e poi assunzione di responsabilità. Nel bene, come nel male. Non si possono fuggire le responsabilità attribuendo tutto a complotti o ignote manine!

Né si può tener nascosta la verità, e addirittura mentire, davanti a coloro che ti hanno votato e, appunto, eletto !

È un errore politico veramente autodistruttivo: ciò che ne va di mezzo è la fiducia personale che ti è stata concessa. Ci vuole tanto a capire che il cittadino-elettore è disposto a perdonare persino la “disonestà”, ma non perdonerà mai la menzogna e la stoltezza ? Ci vuole tanto a capire che qualsiasi giustificazione a posteriori più o meno bizantina, qualsiasi gioco di parole, non regge, e che l’unica scelta che un politico serio ha davanti, di fronte a circostanze del genere, sono le scuse ufficiali? Senza aspettare settimane, senza tener nascosta nel “cassetto” la verità, nella speranza che nessuno la scopra. Scuse ufficiali al popolo italiano , che ha votato per il movimento in massa, oltre il 30% di suffragi !

Taluni giornali da tempo insistono sulla incompatibilità fra la “ideologia” grillina, fondata quasi unicamente sul valore dell’ onestà, e il governo politico di una nazione.

Si può in parte essere d’accordo con questa tesi.

L’onestá fu un valore non politico, sul quale si fondarono giacobinismi rivoluzionari conclusisi molto male.

Tuttavia i pentastellati più che alla azione rivoluzionaria, fanno pensare alla perfida prevalenza della crassa ignoranza umana !

Ignoranza della politica e delle sue regole, a cui, diceva Benedetto Croce ( certo anche lui, come Di Maio e pure l’alleato Salvini, non laureato, ma non per questo modesto dato comune i due ” vicepremier “sono comparabili col grande filosofo…) è vano ribellarsi. Pena lo spettacolo pietoso di questi mesi. “Dilettanti allo sbaraglio”, appunto. Il problema, come diceva quel tale, non è l’ignoranza, ma l’ignoranza attiva. E mai come in questi ultimi mesi si son visti tanti ignoranti attivi e presuntuosi. Imperdonabile. Non si può sapere se tutto fosse già previsto, come pure si è detto. Fatto sta che fa davvero meraviglia come un abbaglio così grande lo abbia potuto prendere un popolo come quello italiano, pur sempre caratterizzato da una sana e scettica diffidenza verso tutto ciò che si presenta come nuovo e originale.

Siamo caduti così in basso, tra redditi di cittadinanza impossibili da praticare e condoni fiscali criminogeni, da essere ora tutt’altro che facile risalire.

Edmond Dantés, Conte di Montecristo