Aci Castello, presidente di Associazione Antimafia in manette per estorsione

Chi lo conosce è rimasto a bocca aperta. Salvatore Campo (nella foto, Grandangolo) è accusato di estorsione continuata, falso ideologico e peculato. I finazieri del nucleo di polizia economica della guardia di finanza di Catania lo hanno arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari; Campo è presidente dell’Associazione Siciliana Antiestorsione (Asia) con sede ad Aci Castello.

In particolare è accusato di estorsione continuata, realizzata nei confronti di alcune vittime di fatti di criminalità organizzata, le quali avevano richiesto accesso allo specifico fondo di solidarietà statale. Con lo stesso provvedimento firmato dal Gip e richiesto dalla procura distrettuale antimafia è stato disposto anche il sequestro preventivo della somma di circa 37 mila euro, pari a fondi pubblici erogati dalla Regione Siciliana proprio in favore dell’Associazione antiracket Asia, di cui Campo si sarebbe illecitamente appropriato, utilizzandoli per fini esclusivamente personali. Salvatore Campo, anziché agire a favore delle vittime “tendeva ad assoggettarle, subordinando il sostegno dell’associazione – specificatamente nella predisposizione delle istanze di accesso ai benefici di legge – all’accoglimento delle proprie pretese economiche”: pretese che oscillavano tra il 3 e il 5 per cento del beneficio concesso dalla legge alla vittima del reato.

Le richieste di Campo venivano avanzate sia per avviare l’iter procedurale che per il riconoscimento del risarcimento, ma anche prima del riconoscimento delle somme erogate dallo Stato. Nel momento in cui l’associato non aderiva alle richieste di denaro, Campo assumeva atteggiamenti intimidatori fino all’abbandono dell’attività di tutela delle vittime gia’ prostrate dagli uomini del pizzo e da usurai.

Spesso i pagamenti avvenivano in denaro contante o attraverso versamenti bancari qualificati come contributi volontari. La Finanza ( L’arresto è stato coordinato dal generale Antonio Quintavalle Cecere e dal tenente colonnello Francesco Ruis, comandante del nucleo di polizia economico e finanziaria delle fiamme gialle), ha denunciato almeno tre episodii: nel primo, il gestore di una libreria vittima di estorsione e usura ha rifiutato di assecondare le pretese di Campo che chiedeva il 3 per cento della somma “quale ristoro di legge”, prospettando al commerciante le inevitabili lungaggini burocratiche cui sarebbe incappato se non si fosse avvalso del suo intervento; nel secondo, ha ottenuto dai familiari di una vittima della criminalità organizzata – che avevano assistito all’omicidio del loro familiare – una busta contenente 1.500 euro in contanti senza i quali avrebbe di fatto interrotto la sua assistenza a favore delle vittime per il riconoscimento degli ulteriori benefici di legge spettanti; nel terzo caso, la vittima era un cittadino straniero, titolare di un bar, costretto a versare tremila euro, altrimenti non sarebbe stato adeguatamente seguito nel disbrigo delle pratiche necessarie per ottenere il saldo del risarcimento previsto. In una circostanza, Campo ha consigliato a un associato di farsi attestare da un medico compiacente una falsa patologia al fine ottenere illegittimamente un maggior ristoro dallo Stato. Il medico è stato iscritto nel registro degli indagati per falso ideologico. Non è escluso un ulteriore sviluppo delle indagini.