C’è del marcio in Danimarca? Immigrati irregolari “parcheggiati” sull’isola di Lindholm

Le ONG sono scatenate contro il Governo danese per comportamenti poco umanitari e, mentre Shakespeare si rivolta nella tomba, denunciano al mondo intero,
Forse “… c’è’ del marcio in Danimarca“. Non so se sia del marcio, certamente è coerente.
Come tutti sanno i Paesi del Nord Europa pongono la qualità della vita dei propri cittadini al più alto livello di attenzione e rispetto; non a caso hanno il miglior welfare del mondo.
Ne consegue che, dopo aver ignorato il patto di ridistribuzione degli immigrati, nonostante vincolante per tutti gli Stati membri della UE, dopo aver aderito alla riedizione della lega Anseatica perché l’unione inchiodasse l’Italia ai propri impegni, poiché gli schizzinosi Danesi mal sopportano quei pochi immigrati irregolari che hanno in casa, hanno individuato un isola e là li manderanno in attesa di rimpatrio.
Quella prescelta è l’isola di Lindholm, dista in mare aperto circa 100 km da Copenhagen ed attualmente è deserta dopo aver ospitato per anni centri di sperimentazione per patologie veterinarie.
Perché hanno adottato questa decisione? Semplice, perché gli immigrati non aventi diritto all’accoglienza, colpiti da provvedimento di espulsione, facevano quello che fanno in Italia: se ne fregano e girovagano per le città.
E allora, poiché l’ordine, la pulizia, la tranquillità e l’igiene pubblica delle città danesi e dei suoi abitanti non può e non deve essere turbata, il Governo ha fatto ciò che ciascun Governo dovrebbe fare in presenza di un tale problema;ne ha isolato la causa.
Bisogna non perdere mai di vista che governare è sinonimo di aver cura, accudire, proteggere e vigilare, e non solo di comandare.
In Italia,nonostante i passi avanti di cui bisogna dare atto al nuovo Governo, specie per la parte leghista, la questione stenta a trovare una soluzione definitiva;
Certo l’talia non è la Danimarca, la nostra posizione geografica e la nostra conformazione ci hanno di fatto trasformato in un lungo pontile di attracco; il numero degli irregolari presenti sul nostro territorio è enormemente superiore a quello Danese; eppure se fossimo un po’ meno cerchiobottisti, per esempio con il global migration compact;se facessimo meglio intendere che l’Italia, anche se ricattata economicamente, non è più il ventre molle dell’Europa, forse ridurremmo ulteriormente gli arrivi ed incentiveremmo le partenze più o meno spontanee.
A giorni scadrà Sophia, la missione europea che ci ha visti protagonisti assoluti nel salvataggio, il recupero, il prelievo a domicilio e l’accompagnamento con apertura di sportello di quanti hanno deciso di venire in Italia.
Se durasse un altro anno il premio “Livio Tempesta” non ce lo toglierebbe nessuno.
Il ministro dell’Interno ha preannunciato lo sganciamento dell’Italia ed ha richiesto la revisione del patto di Dublino in materia di accoglienza e ridistribuzione dei migranti;
La commissione europea ci ha chiesto di andare avanti per altri sei mesi;giusto il tempo di far passare le elezioni.
Sofia in greco significa sapienza, saggezza, sapere; speriamo che illumini le menti di quanti, pur non avendo un’isola a disposizione, hanno il dovere morale, etico, oltre che istituzionale, di governarci e non solo di comandarci…
Alfio Franco Vinci