“Criminalità Organizzata, come si nutre, tra sostanze stupefacenti, pizzo e appalti” al Gemmellaro di Catania il sostituto procuratore Musella

Stimolare l’interesse degli studenti, creare in loro emozioni e reazioni. L’incontro “Criminalità organizzata, come si nutre, tra sostanze stupefacenti, pizzo e appalti” organizzato dall’associazione nazionale antimafia Alfredo Agosta all’istituto Gemmellaro di Catania si apre come di consueto con un filmato in cui protagonista è il maresciallo Alfredo Agosta, ucciso dalla mafia nel 1982, ma in cui vengono ricordati tutti coloro che hanno lottato contro la mafia e perso la vita per seguire e far rispettare la legge.

L’aula magna dell’istituto è gremita di giovani che ascoltano con attenzione le parole del sostituto procuratore della Repubblica di Catania Assunta Musello, dell’avvocato Mariolina Malgioglio legale dell’associazione nazionale Antimafia Alfredo Agosta e della loro preside, Concetta Aranzulla. «Le problematiche che affrontiamo negli incontri purtroppo oggi sono molto conosciute nel nostro territorio» commenta Assunta Musello della DDA di Catania. «Comprendere la reale dimensione la sua reale dimensione consente di prendere le distanze, spiegare come le chimere del facile guadagno, del potere sono tutti falsi, effimeri perché la mafia non è solo quella che uccide e anche una mafia silente che comprime e ruba il futuro. E’ molto importane – prosegue – far capire ai giovani che la strada della legalità è l’unica per potere uscire da questo sistema che condiziona, che priva della libertà di programmare il proprio futuro, perché se si entra in questo sistema non se ne viene più fuori».

«E’ un fenomeno sempre attuale e sempre triste – spiega l’avvocato Mariolina Malgioglio, legale dell’associazione Agosta  – un meccanismo mafioso che si instaura nella nostra economia e nella nostra società ed è per questo che siamo sempre lieti di affrontare queste tematiche insieme alla Procura e alle Istituzioni che lottano ogni giorno contro questo fenomeno».

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«Sono profondamente convinta dell’importanza di questi incontri per la formazione dei ragazzi – prosegue la professoressa Concetta Aranzulla, dirigente scolastico dell’istituto Gemmellaro – la vision della scuola è quella valoriale, che punta al rispetto delle regole e dei ruoli, al senso civico e alla convivenza civile. Mi auguro che questo incontro possa essere utile per la formazione dei nostri ragazzi in un momento in cui si vive una crisi profonda dei valori».

Commovente la testimonianza di Giuseppe Agosta, che da anni si fa promotore attraverso l’associazione della lotta alla mafia proprio a partire dal confronto nelle scuole. « La testimonianza dell’operato di mio padre – sottolinea Giuseppe Agosta – per me è sempre un momento importante. Mio padre  negli anni ottanta nella Sicilia orientale si è occupato di tale fenomeno e per questo è stato ucciso. Trasferire queste informazioni ai giovani  è basilare per mostrare loro i fatti nella giusta prospettiva ed è questa la ragione principale degli incontri informativi nelle scuole».