Ai gilet non basta cambiare colore per far mutare le cose…

Nel 1930, soppresso dalla censura del regime, dopo 74 anni di libera informazione satirica, chiuse il settimanale “Il Pasquino”. La sua  sua pericolosità, secondo il pensiero politico imperante, stava non solo nei testi, magistralmente realizzati da Augusto Cesena e Giovanni Piacentini, che ne furono i fondatori, ma anche e sopratutto nelle vignette, perché comprensibili anche dagli analfabeti, del graffiante Casimiro Teja, padre della vignettistica satirica italiana, che tuttora annovera grandi autori.
In particolare il testo di una vignetta, divenuto poi il motto della rivista, è entrato non solo nel linguaggio comune, ma anche nel modo di ragionare degli Italiani; ”piove governo ladro” infatti è la chiave di lettura del diffuso, ricorrente ed acritico malpancismo di quei nostri concittadini che considerano il potere costituito responsabile, a prescindere, di ogni negatività, financo della pioggia.
Il gregge di quanti non usano,o usano poco, la capacità di ragionare di cui nostro Signore ci ha dotati, è ogni giorno più numeroso ,perché deluso dal finale delle narrazioni che gli affabulatori di turno ci hanno presentato. Chi si aspettava manna dal cielo a secchiate,soldi per tutti, supremazia in Europa,e chi più ne ha più ne metta, fa tornare alla mente lo slogan elettorale di Antonio Albanese interprete di “ Cetto La Qualunque “in cui gli ingenui ed arrapati elettori di un paesino della Calabria ionica avevano creduto. In realtà non è così che vanno le cose;
Chi pensava che un programma che dovrà spiegare effetti in un quinquennio potesse realizzarsi e produrre risultati in sette mesi, o è come gli elettori di Cetto La Qualunque,o è in mala fede. I fatti vanno analizzati,anche criticamente,e poi si può iniziare a fare un preconsuntivo di un programma da attuarsi in 60 mesi,sul quale si è lavorato solo per 7mesi, cioè per l’11,5 del tempo disponibile.
Non sono contrario a questo governo, di cui non ho mancato di evidenziare gli errori,ma nemmeno ciecamente consenziente a tutto quanto operato,eppero’ i numeri sono numeri e difficilmente mentono; dal 1 Gennaio, cioè fra poche ore,:
Le tariffe INAIL si ridurranno del32,7%; saranno disponibili sgravi per l’assunzione di giovani eccellenti; saranno fruibili i bonus per le assunzioni al Sud; Flat tax al 15% per un milione di piccole imprese e professionisti; Reddito di cittadinanza e quota 100,confermati ed in vigore ad Aprile. Questo sul piano economico, mentre in materia di sicurezza e controllo della immigrazione si sono realizzati passi avanti. Tutto questo,che non è molto,ma nemmeno poco, mentre abbiamo dovuto lottare con un establishment tecnico e politico europeo,che ha assunto posizioni durissime verso l’Attuale Governo italiano,dopo aver chiuso ben più di un occhio negli anni passati,quando al governo c’erano partiti sodali dei componenti la Commissione europea,e continua a chiudere entrambi gli occhi con il Governo francese e non solo. Un establishment, perfettamente consapevole che, se da qua a maggio l’economia italiana reagirà alla cura di stimolazione progettata dal Governo, la politica europea dovrà essere profondamente rivista.
Ecco perché tanti tagli; ecco perché tanto accanimento sui nostri decimali, mentre la Francia naviga a gonfie vele verso un deficit al 3,5 % almeno.
E allora; proviamo ad analizzare e discutere.
Le piazze vanno bene per urlare, non per ragionare;
Ai gilet non basta cambiare colore per far cambiare le cose.
Se piove è perché non è ancora primavera…e non perché il governo è ladro…(foto newsmondo.it)

Alfio Franco Vinci