Pubbliservizi, Confali “mette in pausa” la lotta. Grosso: «Se non ci saranno risposte concrete siamo pronti a riprenderla»

«Confali ha sospeso la lotta poiché dissuasa dalle prospettive positive annunciateci il 21 gennaio sera da Pubbliservizi. Ma al tavolo del 24, se non ci saranno risposte concrete. circa la realizzazione di un piano di risanamento indolore per i livelli occupazionali, siamo pronti a riprenderla h 24» commenta Maurizio Grosso, segretario generale Confali.
«Un imponente buco di bilancio – prosegue – causato da gestioni non certamente cristalline ( vedi l’operazione della magistratura “ il cerchio magico”) ma anche, amministratori non all’altezza del compito, hanno compromesso il futuro della Pubbliservizi Spa e reso traballante quello dei 378 dipendenti che vi lavorano. L’ultima gestione, guidata dal Dott. Silvio Ontario, è stata anche in grado, il 20 luglio 2018, di farsi respingere un concordato preventivo dalla sezione fallimentare del Tribunale di Catania.
Le ragioni per cui il concordato è stato respinto sono riconducibili nella incapacità di Ontario di mettere in pratica l’ accordo sindacale fortemente voluto da Confali e sottoscritto lo scorso 18 aprile, ma sopratutto, in un palese falso in bilancio.
Dopo la bocciatura del concordato preventivo, è stato inviato dal Tribunale alla Pubbliservizi, come commissario giudiziario, la dott.ssa Montana Trezza.
La dott.ssa Trezza, a nostro giudizio, sfidando tutto e tutti, si è resa protagonista dell’avvio di un programma di risanamento (e non di ristrutturazione) che, recependo l’accordo sindacale del 18-04-2018 (aggressione ai privilegi, revisioni delle progressioni verticali effettuate negli ultimi anni; verifica di tutti i superminimi illegittimamente assegnati, avvio di percorsi di riqualificazione e valorizzazione del personale, ricerca di lavoratori disponibili ad esodo, elaborazione della macrostruttura aziendale, ricerca di nuove commesse e diversificazione dell’attività aziendale, pagamento puntuale degli stipendi a partire da agosto 2018), è in grado di salvare e rilanciare la partecipata garantendo i livelli occupazionali.
Purtroppo, nonostante noi di Confali ci fossimo pubblicamente opposti, nel dicembre scorso, il MISE ha sostituito il Commissario dott.ssa Trezza con il commissario avv. Perazzoli.
Dalle prime battute le azioni del nuovo commissario ci sono sembrate volte all’attivazione di politiche di ristrutturazione anziché di risanamento inoltre, abbiamo registrato, vista la sua materiale assenza da Catania, frequentazioni e fiducia in soggetti legati ai disastri delle vecchie amministrazioni e con precise tessere sindacali e politiche. Per non parlare del fatto che a dicembre non ha pagato gli stipendi.
Dulcis in fundo. Dopo aver sottoscritto l’11 gennaio 2019, un accordo sindacale che lasciava presagire una positiva ripresa della marcia del neo commissario, ieri, abbiamo appreso che ha individuato “ad muzzum” (invalidi, beneficiari di lex 104, malati, infortunati, persone avanti con l’età ecc) senza nemmeno discuterne con le parti sociali, circa 70 dipendenti da mandare in cassa integrazione cozzando con il piano di rilancio che che deve porsi l’obiettivo di salvate tutti i dipendenti attraverso anche l’ingresso di nuove commesse. Per queste ragioni, Confali aveva deciso di autoconvocarsi in data odierna presso la sede della città metropolitana per denunciare quanto sta accadendo. L’autoconvocazione, tuttavia, è rientrata poiché non appena i vertici di Pubbliservizi hanno appreso della volontà della nostra azione di lotta, siamo stati convocati ed invitati a discutere nel tavolo, a questo punto confermato, previsto per giorno 24 gennaio alle 17,30.
Qualora dal tavolo del 24-01 dovesse emergere che le azioni del neo commissario non sono tese a salvare e rilanciare la partecipata senza torcere un capello ai lavoratori, siamo già pronti ad attivare significative forme di lotta» conclude Grosso.