Tribunale di Catania, inaugurazione anno giudiziario: immigrazione ed edilizia giudiziaria in primo piano

Giustizia: croce e delizia in una sola parola. Delizia quando viene applicata. Croce perché, dati alla mano, la situazione in Italia è a dir poco drammatica: al 31 dicembre 2018 sono 3.215.989 i processi civili di nuova iscrizione in ogni grado di giudizio. Sul fronte penale? Stessa cosa. Per non parlare delle carceri, con 59.569 detenuti, un sovraffollamento del 127% e 61 suicidi soltanto nel 2018.
Proprio la giustizia, nel suo volto duplice e contraddittorio, è stata al centro del dibattito oggi affrontato all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 presso il Palazzo di Giustizia di Catania.
In primo piano il dramma dell’immigrazione clandestina, rivelato dalle parole di Giuseppe Meliadò, presidente della Corte d’appello catanese. Lode, in particolare, alla Procura di Catania per l’opera di prevenzione e reazione al fenomeno degli sbarchi e al Tribunale per i minorenni per l’intensa attività di tutela e integrazione in favore dei minori stranieri non accompagnati e delle migranti di sesso femminile, spesso vittime di tratta e di sfruttamento della prostituzione.
Presente alla cerimonia anche il primo cittadino di Catania, on. Salvo Pogliese, che ha ribadito ai nostri microfoni l’impegno del comune nella creazione di una cittadella giudiziaria al viale Africa: “l’iter amministrativo è già stato avviato e la Regione Sicilia ha già bandito la gara per i lavori” – ha dichiarato Pogliese. Certamente un primo passo per restituire dignità all’apparato giudiziario etneo.