Il caso Sea Watch e il buonismo a tutti i costi…

di Alfio Franco Vinci

Nel mese di novembre dello scorso anno, la polizia stradale, durante un controllo a campione, ha scoperto che un’auto ambulanza di una organizzazione di volontariato operante nel trapanese, era sprovvista di assicurazione e l’autista aveva la patente scaduta. Il mezzo è stato sequestrato, l’autista denunciato e l’organizzazione di volontariato sanzionata. È uno dei tanti casi, ogni anno ne vengono a galla varie decine,e sicuramente altrettante restano sommersi.
Tutti plaudiamo a queste attività degli Organi di polizia,della Magistratura e delle Autorità Amministrative,perché le regole devono valere per tutti e nessuno si sogna di invocare esimende o eccezioni perché con quei mezzi si salvano vite umane, perché se i salvataggi sono inderogabili altrettanto lo sono le norme che disciplinano l’attività.
Non so se avete mai visto come un’automobile di fabbricazione europea deve modificarsi per poter circolare negli Stati Uniti; paraurti maggiorati,respingenti,diversi strumenti di segnalazione,e profondi interventi al motore per la normativa anti inquinamento.
Modifiche orribili e costose ma,sempre per il principio che le regole sono regole, se vuoi circolare negli USA, o così o pomi’.
Questa lunga premessa per arrivare a chiedermi ma perché mai per le 32 irregolarità riscontrate sullo pleasure yacht, irregolarmente utilizzato secondo la normativa italiana per il salvataggio in mare dovremmo girarci dall’altra parte?
Pleasure yacht che, in barba alla superstizione marinara di non cambiare mai nome ad una imbarcazione, oggi,al suo quinto battesimo si denomina SEA WACHT, e al suo ennesimo cambio di proprietà appartiene ad una ONG tedesca ma immatricolata in Olanda. Se questi sono i frutti che sa produrre la resuscitata lega Anseatica, Dio ci guardi da tutto il resto. Trovo irritante e offensivo che la ONG diffidi le Autorità italiane a far presto a liberare la nave, anzi lo yacht, perché deve tornare a salvare vite umane.
Ma ve lo immaginate cosa sarebbe successo se analogo sprezzante invito avesse rivolto il Presidente dei volontari trapanesi alle competenti Autorità per far rimettere in uso l’auto ambulanza?
Credo che verso le legittime pretese italiane di vedere rispettate le proprie regole si stia esagerando e ciò non serve a nessuno.
Il buonismo a tutti i costi rischia di far radicalizzare posizioni e le conseguenze non sonò facilmente immaginabili.
Se i buonisti si sforzassero di essere semplicemente buoni e giusti forse la situazione potrebbe non degenerare di male in peggio….
Alfio Franco Vinci