Finanziaria, cauto ottimismo del Sifus in attesa della calendarizzazione Grosso: «La lotta ha pagato»

«L’ARS ha recepito le istanze provenienti dalle lotte dei lavoratori ed ha approvato una interessante legge finanziaria che sfida il Governo Conte ad accettare il pagamento in trent’anni del disavanzo prodotto dal Governo Crocetta. Il SIFUS rilancia sul Governo Musumeci sulle riforme pro stabilizzazione di Forestali e Consorzi di Bonifica». Perentorio il commento di Maurizio Grosso, segretario regionale Sifus Confali.

«La lotta che ci ha visti quotidianamente dinnanzi all’ARS per tutta la durata del dibattito sulla legge finanziaria 2019, ha pagato. L’ARS  – prosegue – che nei giorni scorsi si era assunta la responsabilità di tagliare importanti somme nei capitoli ( forestali -53 milioni), consorzi di bonifica – 20 milioni, ESA – 9 milioni, ex PIP, servizi sociali, teatri, ecc) della finanziaria, la notte di San Valentino, ha cambiato registro ed ha approvato un maxi emendamento che rimpingua i capitoli spalmando in 30 anni, i circa 540 milioni di disavanzo accertato dalla Corte dei Conti e risalente alla gestione Crocetta. Ora, la palla, passa al Governo Conte che dovrà dare l’ok, oppure, aprire un contenzioso col Governo Musumeci. L’approvazione della legge Finanziaria, attraverso la storicizzazione delle risorse dell’anno precedente, consentirà ai settori Forestali, dei Consorzi di Bonifica, dell’ESA per la prima volta, dopo decenni, di poter programmare gli interventi secondo le necessità del ciclo biologico dettato dalla natura. In questa direzione, il SiFUS, già da lunedì prossimo, si metterà in moto per pressare gli uffici dei dipartimenti interessati. Dopo aver incassato questo risultato sfidiamo il Governo Musumeci sul tema delle riforme dei comparti forestali e dei consorzi. Il Presidente Musumeci deve avere il coraggio di mantenere gli impegni e procedere velocemente con l’avvio di esse. Noi gli proponiamo un confronto leale, franco e progressista ma qualora non dovesse accettare, lo incalzeremo con proposte di leggi che sono state costruite dal basso attraverso il protagonismo reale dei lavoratori che potremmo decidere di presentare in Parlamento tramite deputati amici del SiFUS. Le riforme devono prevedere l’allargamento delle competenze, a partire da quella esclusiva relativa alla messa in sicurezza del territorio, e l’obiettivo della stabilizzazione di tutti i dipendenti».