I tifosi si rivolgono al presidente del Catania: “Lo Monaco ci rispetti…”

Alla cortese attenzione del dottor Davide Franco, presidente del Catania Calcio spa.
E per conoscenza al’avvocato Giuseppe Gitto e all’avvocato Linda Reitano, componenti del consiglio di amministrazione del Catania Calcio spa.

“Egregio dottor Franco, egregi avvocati Gitto e Reitano, nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore del Catania, Walter Novellino – a lui i nostri migliori auguri di buon lavoro – l’amministratore delegato del Catania, sig. Pietro Lo Monaco ha per l’ennesima volta attaccato frontalmente e con toni di sfida quella parte di tifoseria del Catania che frequenta e si riconosce nelle curve, quella fetta di sostenitori che, senza offesa per nessuno, è la maggioranza della parte attiva della tifoseria del Catania – sono i dati della campagna abbonamento a dimostrarlo – additandola come responsabile dell’insoddisfacente stagione che il Catania sta finora conducendo. Fin qui non ci sarebbe nulla di male né di nuovo: fa parte del modo di essere e di operare del sig. Lo Monaco quello di individuare sempre e comunque un nemico responsabile dei momenti di difficoltà – partendo ovviamente dal presupposto che non vi sia mai, e in nessun modo, alcuna forma di sua responsabilità – spesso coincidente con la tifoseria del Catania: o meglio, con quella parte della tifoseria che si permette di discutere il suo modo di operare, essendo il sig. Lo Monaco refrattario alla stessa idea che qualcuno possa discuterne scelte e metodi, per lui equivalenti a dogmi. Non staremo a fare qui l’elenco delle volte che il sig. Lo Monaco ha condotto questa operazione, tentando di realizzare una delle più miopi e deleterie operazioni che un dirigente sportivo – anzi: il vertice dell’amministrazione di una squadra di calcio – potrebbe fare: quella di dividere la tifoseria tra buoni e cattivi, filosocietari e nemici della società, mettendo – o cercando di farlo – i tifosi gli uni contro gli altri. Abbiamo troppo rispetto per la vostra intelligenza e preparazione per dovervi sottolineare come, nei momenti di difficoltà, andrebbe piuttosto ricercata l’unità di tutte le componenti, abbassando i toni, smorzando le polemiche. Ricordando che i tifosi acquistano un biglietto per andare allo stadio e sono liberi di poter fischiare se le cose non vanno bene. Un’affermazione di buon senso, talmente scontata che non andrebbe nemmeno discussa, se non fosse che al Catania le cose vanno diversamente: anche i fischi sono un atto di lesa maestà che scatena nel signor Lo Monaco un profluvio di dichiarazioni ad alzo zero. Ma ripetiamo, anche a questo siamo abituati.
Ci sono però state due cose dette dal sign. Lo Monaco sulle quali non possiamo tacere, e che sottoponiamo alla Vostra attenzione perché anche voi – rappresentando la proprietà del Catania Calcio – non potete tacere.
La prima è che il sig. Lo Monaco ha dichiarato di essere il salvatore della patria (del Catania), di dare lavoro e da mangiare a duecento famiglie, insomma di essere colui il quale ha in mano le sorti della nostra squadra. Per caso Lo Monaco ha acquistato il Catania e noi non ce ne siamo accorti? Perché il proprietario del Catania – che noi, come sapete, disistimiamo profondamente – potrebbe a buon motivo dire che dà da mangiare a duecento famiglie e ha in mano il destino del Catania. Un dipendente del Catania – tale è il signor Lo Monaco – può arrogarsene il diritto?
La seconda – molto più grave – è aver dichiarato – il signor Lo Monaco – che lui ha le spalle larghe e qualunque cosa succeda è pronto. Dottor Franco, può chiedere al suo dipendente cosa intendesse dire? A cosa allude? Perché se allude al fatto che la tifoseria, le curve, potrebbero rendersi responsabili di qualcosa nei suoi confronti, si tratta di un’illazione gravissima, triste, squallida, e le chiediamo di intervenire presso il suo dipendente perché la ritiri. Se il Catania Calcio intende lasciare campo libero a un personaggio che nel momento più difficile cerca di spaccare la tifoseria, di riscaldare gli animi, di esasperare i toni piuttosto che calmarli, dipingendosi come il padrone del vapore che non deve rendere conto a nessuno – e nemmeno alla proprietà – voi siete liberi di farlo.
Noi non lo consentiamo. E fino a quando il sig. Lo Monaco non verrà dalla proprietà invitato a moderare termini, toni e accuse, le due curve gli faranno la cortesia di non entrare più allo stadio. Non sia mai che di fronte a qualche fischio per un primo tempo deludente, possa uscire dalla sua bocca qualche altra castroneria”.
Cordialità.

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