“Io non l8 da sola”: impegno dell’associazione Agosta per promuovere la cultura del rispetto

Sono troppe le donne che subiscono violenza, poche le denunce. Nasce con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani al tema del femminicidio l’iniziativa dell’Associazione Nazionale Antimafia Alfredo Agosta: ”Io non l8 da sola” organizzata con la collaborazione dell’Istituto Lucia Mangano di Catania. Dinnanzi ad una platea gremita nell’aula magna dell’istituto hanno parlato agli studenti la dottoressa Anna Trinchillo, sostituto procuratore della Repubblica; l’avvocato Mariolina Malgioglio legale dell’associazione Agosta; e la professoressa Simona Minicò, vice preside dell’istituto Lucia Mangano.

«La procura di Catania in questi anni con il procuratore aggiunto, la dottoressa Scavo, ha svolto un lavoro importante nella repressione di crimini, maltrattamenti ed abusi sessuali» commenta il sostituto procuratore Trinchillo. «Il compito della Procura è far sentire queste donne accolte nel momento in cui trovano coraggio, ma soprattutto protette attraverso una rete di luoghi in cui si possano ritenere sostenute. Ritengo che è molto stato fatto, ma è chiaro che il lavoro è tantissimo».

«L’ associazione Agosta è sempre presente in queste occasioni e lieta a portare avanti iniziative che possano coinvolgere i giovani e di affrontare tematiche importanti non solo per i ragazzi ma per le famiglie intere» spiega l’avvocato Mariolina Malgioglio. «Contenta di partecipare insieme alle istituzioni, ai dirigenti scolastici, che sono veramente attenti nell’affrontare tematiche che coinvolgono non solo la società civile per intero ma anche le singole coscienze di ogni cittadino. Purtroppo è un problema di allarme sempre più grande, sono poche le denunce perché ancora si teme e si ha paura, la maggior parte di questi accadimenti avvengono all’interno delle mura domestiche. Dobbiamo affrontare un cambiamento di mentalità: gli uomini nel farsi aiutare e cercare aiuto e sostegno sotto un punto di vista psicologico per evitare di arrivare a fatti così tanto gravi, le donne devono decidere di denunciare e allontanarsi dalle situazioni di pericolo. Da tempo le autorità hanno maggiore consapevolezza del fenomeno, l’assistenza è più preminente rispetto al passato».

Soddisfatta dell’interessamento degli studenti la vice preside Simona Minicò: «Un incontro importante, uno di una lunga serie dedicati a questo argomento, per sensibilizzare i ragazzi ad un problema sempre più scottante e che riguarda sempre più ragazze e famiglie. Nella nostra scuola abbiamo dedicato già due panchine rosse, non vorremmo dedicarne una terza anche se purtroppo sappiamo che esisterà una terza panchina rossa. Nessuna di noi si deve sentire sola nell’affrontare un problema come quello del femminicidio e della violenza sulle donne».