Da una denuncia nasce l’indagine che porta al Blitz: 14 arresti a Catania…

Sono 14 i destinatari di provvedimenti emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania nell’ambito di una operazione antimafia indirizzata a smantellare il clan Santapaola Ercolano. Avrebbero imposto il servizio di security in una nota discoteca di Catania, precisamente la Vecchia Dogana al porto di Catania. E la loro forza sarebbe stata quella dell’intimidazione mafiosa. Ad eseguire gli arresti è stata la Polizia di Stato. I provvedimenti riguardano  14 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso (clan Santapaola – Ercolano), estorsione, intestazione fittizia di beni, usura, detenzione e porto illegale di armi e reati in materia di stupefacenti, con l’aggravante di aver commesso i fatti per agevolare l’associazione mafiosa Santapaola – Ercolano ed avvalendosi delle condizioni di cui all’art.416 bis c.p ovvero dell’organizzazione mafiosa. Nella rete della èpolizia sono finiti, fino ad ora, in 13. Ecco i nomi: Maurizio, Rosario e Filippo Zuccaro di 58, 37 e 34 anni (Filippo è conosciuto nel mondo neomelodico col nome di Andrea Zeta);  Luigi Gambino  detto “Gino ‘u longu”, di 52 anni;  Angelo Testa di 49  anni,  sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S.;  Carmelo Giuffrida di 51 anni detto “Melu ‘u pisciaru”, sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S.; Francesco Ragusa di 50 anni detto “Francu ‘u sceriffu”; Michele Colajanni, 53 anni; Giuseppe Verderame 64 anni, sottoposto agli arresti domiciliari; Simone Giuseppe Piazza 33 anni, già detenuto; Giovanni Fabi. Le indagini sono comprese fra giugno 2016 e maggio 2017. L’inchiesta scatta infatti da una denuncia. Uno dei titolari che gestisce un parcheggio vicino a Fontanarossa ha raccontato agli inquirenti di aver ricevuto una telefonata anonima. Dall’altra parte della cornetta una voce in dialetto: ”abbessa (prepara, ndr) 100.000 euro, se no facciamo saltare tutto in aria, oppure cercati l’amico!”. La Squadra Mobile, coordinata dai pm Andrea Bonomo e Alfio Gabriele Fragalà, hanno cominciato una meticolosa attività che ha portato ad individuare i presunti responsabili della tentata estorsione. E secondo la ricostruzione degli inquirenti sarebbero Giuseppe Verderame e Simone Giuseppe Piazza.