L’accordo Italia-Cina? Non piace molto a Francia e Germania e la Sicilia resta ai margini

di Franco Alfio Vinci…

Se qualcuno in Sicilia si era illuso che le circa 900 miglia marine, che separano Suez da Augusta, avrebbero rappresentato un vantaggio strategico per l’uso di quel porto al centro del Mediterraneo, rispetto ai più distanti scali di Genova, circa 1.500 miglia, o Trieste 1.300, ha dovuto ricredersi e non di poco.
La via della seta, a mio sommesso avviso, ancorché formalmente bidirezionale, in realtà sarà a preponderante vantaggio per la Cina, e non solo in termini di traffici commerciali e turistici.
Due riflessioni in particolare mi angustiano:
Come ci sono finiti nel protocollo ITALIA-CINA , con la benedizione dei vertici dello Stato e non solo del Governo, settori strategici come le telecomunicazioni, i trasporti e l’energia, rispetto ai quali, pur non esistendo più lo strumento di tutela della Golden Share, esistono pur sempre i Golden powers, cui evidentemente si è deciso di abdicare.
Forse non è “politicamente corretto“, ma certamente opportuno, ricordare che i settori strategici sono una delle componenti delle regole che concorrono a formare la griglia delle norme di tutela della sicurezza nazionale, aggiornate nel 2012, in contemporanea alla nascita dello strumento definito “ Golden power” ,
Che altro non è che ”la nuova forma di protezione degli interessi pubblici essenziali, una salvaguardia che prescinde dalle privatizzazioni“.
E inoltre come mai l’interesse cinese per i porti del Nord Italia, rispetto ai più vicini e comodi del Meridione?
L’Italia non è certo un mercato di consumo in grado di assorbire quanto arriverà dalla Cina, ma i porti del Nord Italia sono un ottimo passe-partout per il ben più vasto mercato mitteleuropeo.
Ed infatti, per parlare dell’accordo ITALIA-Cina, si sono riuniti Francesi e Tedeschi, senza di noi; qualcosa significherà.
E allora la Cina è vicina; forse sì, ma speriamo senza il brutto finale del film del 1967.
Intanto per i Siciliani delusi possono aprirsi prospettive in campo turistico, e, considerato che per gestire i flussi incoming hanno già aperto agenzie di viaggio e tour operators a proprietà e gestione cinese, potremo dedicarci ad attività on the beach al grido di “VO’CUMPLA’?…”
Alfio Franco Vinci