Aeroporto del Sud-Est, privatizzazione dietro l’angolo…

Adesso è battaglia sulla privatizzazione del 70% delle quote dell’aeroporto di Catania. Le ragioni del sì e le ragioni del no superano anche le barriere politiche. La privatizzazione della Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, diventa l’argomento principale dell ultime giornate. Oltre allo scetticismo del ministro per le Infrastrutture Toninelli (il Codacons addirittura gli ha chiesto di revocare la concessione alla Sac) il consiglio comunale di Catania ha approvato – con 22 voti favorevoli e 3 contrari – una mozione che impegna il sindaco ad esprimersi nel CdA per la non privatizzazione. La mozione è stata presentata dai consiglieri di “Insieme si può” (Salvo Di Salvo, Giovanni Petralia e Agatino Giusti), si tratta di una mozione che impegna il sindaco Pogliese ad esprimersi nel CdA per la non privatizzazione, ma ripetiamo si tratta di un parere (il sindaco peraltro sarebbe favorevole alla privatizzazione…). L’avvio della procedura di privatizzazione di Sac, attraverso la cessione di una quota azionaria di maggioranza, è stata affrontata nel corso del convegno “Il trasporto aereo nell’Europa delle regioni: la rete aeroportuale della Sicilia”, durante il quale il  presidente della Camera di Commercio del Sud-Est, Agen, ha annunciato l’acquisto dell’aeroporto di Comiso da parte di Sac.

Le ragioni del sì sono semplici: premesso che verrebbero mantenuti i posti di lavoro, i privati porterebbero grande competenza e investimenti futuri importanti per lo sviluppo economico e infrastrutturale di tutta l’area che comprenderebbe anche Comiso, e sarebbe pronta anche la nuova denominazione: “Aeroporto del Sud-Est” come ama definirlo Agen, regista dell’operazione

Sulla questione è intervenuto il governatore Nello Musumeci che sulla privatizzazione ha detto: “E una necessità, non una scelta…ben venga dunque l’investitore privato a portare risorse finanziarie in Sicilia» e ha immediatamente aggiunto: «…Fa bene il pubblico a vigilare in maniera seria e costante e a controllarne la gestione in termini di trasparenza e di sviluppo». Musumeci ha poi rilanciato il vecchio progetto di un nuovo grande aeroporto internazionale al centro della Sicilia (Gerbini) da venti milioni di viaggiatori nall’anno, “visto che i flussi turistici continuano ad aumentare sensibilmente: finalmente per le grandi rotte potremmo evitare di fare scalo a Roma o a Milano…” ha aggiunto con tono perentorio.