L’associazione nazionale antimafia Agosta “porta a scuola” i magistrati Bertone e Salpietro

Stalking, revenge porn, usura, criminalità organizzata. Una serie di incontri per informare i giovani sui temi più rilevanti della nostra società e per fornire loro gli strumenti per affrontarli. Promuovere la Cultura della legalità è l’obiettivo dell’Associazione nazionale Antimafia Alfredo Agosta, che da anni si pone come mediatore tra i giovani e le istituzioni, grazie alla collaborazione degli istituti scolastici.

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Relatori degli ultimi due incontri, che si sono svolti nei giorni scorsi, al liceo classico Spedalieri e all’istituto Superiore G.B Vaccarini di Catania, il  procuratore capo di Caltanissetta, Amedeo Bertone, che ha affrontato i temi della criminalità organizzata, racket e usura; e il presidente dei Gip Nunzio Sarpietro che invece ha trattato con particolare attenzione il delitto di stalking (art. 612-bis c.p.) alla luce delle più recenti pronunce giurisprudenziali.

Tematiche importanti, affrontate dai magistrati insieme ai dirigenti scolastici dei due istituti Daniela Di Piazza e Salvina Gemmellaro e ai rappresentanti dell’associazione Agosta, l’avv. Mariolina Malgioglio, il dott. Giuseppe Agosta con a capo la presidente dott.ssa Enza Bifera.

«La lotta alla mafia è l’obiettivo precipuo della nostra associazione, potere affrontare queste tematiche sempre attuali per noi è molto importante» commentano l’avvocato Malgioglio, legale dell’associazione Alfredo Agosta e Giuseppe Agosta, figlio del maresciallo ucciso dalla mafia nel 1982. «La presenza dei magistrati è determinante perché i ragazzi si trovano di fronte qualcuno che ogni giorno opera sul territorio in modo fattivo e reale, rendendo realistiche e vere situazioni che noi portiamo avanti come testimonianze dirette e idee».

«E’ un piacere – sottolinea il  procuratore capo di Caltanissetta, Amedeo Bertone – credo che il compito di un magistrato sia anche quello di interloquire con la società civile nel trasmettere i valori in cui crede e consentire un cambiamento della società in cui viviamo. Attraverso il dialogo con i giovani si può comunicare un messaggio di attenzione alla cultura della legalità che deve sostituirsi a quella dell’illegalità che in ambienti mafiosi ovviamente è largamente diffusa.  E’ importante che la scuola, la famiglia, anche la chiesa e tutte le organizzazioni della società civile possano trasmettere ai giovani un messaggio che consenta loro di cogliere il discrimine tra la cultura della legalità e l’assuefarsi ad una prassi che non permette loro di contrastare il fenomeno mafioso».

Con l’uso esponenziale dei social network, lo stalking ha assunto forme nuove e diverse, che richiedono interventi calibrati sui singoli casi. Di questo si è discusso all’istituto Vaccarini dove gli studenti sono intervenuti chiedendo delucidazioni sia su questo argomento che sul “Codice Rosso”, nuovo disegno di legge sul contrasto alla violenza

contro le donne. «Coinvolgere le nuove generazioni con azioni di sensibilizzazione – commenta la presidente dell’Associazione Alfredo Agosta, Enza Bifera – è importante sia per condividere un linguaggio etico che per capire anche quali siano i reati che a volte gli adolescenti commettono nella quotidianità senza averne consapevolezza, così come postare sulla rete un video o una foto intima di una ragazza. La consapevolezza e la riflessione sulle conseguenze di un’azione che sembra loro “quotidiana” perché svolta magari in un ambiente protetto quale la propria camera da letto».

«L’informazione ai ragazzi serve a fare capire che commettono dei reati con lo stalking o con altre attività connesse all’uso sconsiderato del web, anche quando ritengono di non avere fatto niente di male. Attraverso l’insegnamento che viene da questi incontri si riesce a fare comprendere ai giovani che inviare una foto senza il consenso è reato», commenta il presidente dei Gip di Catania Nunzio Salpietro.

«Siamo fortemente convinti che gli incontri a scuola siano il mezzo più idoneo per la diffusione del concetto di legalità. Appuntamenti necessari per ricordare il rispetto delle regole e il rispetto verso gli altri. Oggi non si può più restare a guardare», aggiunge Daniela Di Piazza, dirigente scolastico del liceo classico Spedalieri. Le fa eco Salvina Gemmellaro, dirigente scolastico dell’istituto Vaccarini: «L’esigenza è di dare una risposta ai nostri ragazzi, in un momento in cui il “click” e facile e spesso si ignorano le conseguenze di quello che si mette in rete».

Toccante il contributo degli altri ospiti all’incontro al Vaccarini. Giovanna Raiti, presidente dell’Associazione Libera Siracusa, che ha ricordato il fratello Salvatore, militare e carabiniere, assassinato a Palermo il 16 giugno 1982 a seguito dell’attentato mafioso noto come Strage della circonvallazione.  Di stampo più tecnico è stato l’intervento dell’avv. Gaetano Belfiore, consigliere della Camera Civile di Catania, che ha spiegato alla platea il reato di usura, auspicando l’introduzione di nuovi strumenti legislativi per la tutela dei cittadini che richiedono prestiti.