Sifus, Abate: «Riforma dei consorzi di bonifica? Un carosello difficile da interpretare»

Riforma dei Consorzi di Bonifica? Ernesto Abate, segretario regionale Sifus Consorzi di Bonifica definisce la situazione, senza mezzi termini: «Un carosello difficile da interpretare».  Il segretario fa un passo indietro e  ripercorre gli avvenimenti che hanno caratterizzato nel passato i Consorzi. «Quando nei decenni trascorsi si è sempre discusso di riforma dei Consorzi la vera sorpresa arrivò con Dario Cartabellotta, mediante la presentazione di un contenitore che portasse in sé la rinascita dei Consorzi di Bonifica, mediante una riforma del settore rappresentata all’interno della lr 5/2014. Coraggiosamente – spiega – i Consorzi di Bonifica furono ridotti in due mega aree (Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale), anziché i precedenti 11. Le debolezze del progetto arduo emersero e rimangono tuttora, nella individuazione dei limiti idrografici, nei debiti pregressi mai inseriti in un piano di liquidazione e risanamento, nelle piante organiche sempre più svuotate e carenti di figure cardini, nell’adeguamento infrastrutturale della captazione, veicolazione e distribuzione delle acque, nella restituzione della manutenzione delle strade interpoderali e nella mitigazione del dissesto idrogeologico degli alvei fluviali e delle reti scolati di pertinenza al comprensorio consortile; ma soprattutto e non ultimo – sottolinea Abate – nella necessità di indire le elezioni del Cda, restituendo la gestione dei Consorzi di Bonifica agli agricoltori, nonché i veri interessati al buon funzionamento delle attività consortili, a servizio di agricoltura, zootecnia e cerealicoltura».

Un percorso sempre seguito con attenzione dal SIFUS. «Abbiamo impiegato le nostre risorse in direzione di quanto sopra esposto e le vertenze aperte rispetto al ripristino dell’agibilità democratica all’interno dei Consorzi di Bonifica, ad oggi malgestiti e tenuti in via commissariale da fin troppo tempo, dimostrando quanto sia indispensabile restituire gli equilibri dei ruoli e delle responsabilità in materia. Equilibri necessari che obbligano a scelte indicate dalla naturale geomorfologia territoriale che ne esalta e valorizza una tipologia agricola piuttosto che un’altra, unici al mondo, grazie anche ad un clima determinante. Ne parleremo il prossimo 24 aprile in assessorato Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, che vedrà avviarsi già con un tavolo tecnico regionale con l’assessore all’agricoltura On Edgardo Edy Bandiera, tutte le ragioni che obbligano a chiudere con le gestioni del passato e con quella attuale»

«Il rodaggio passato dal 12 settembre 2017 ad oggi evidenzia come la riforma dei Consorzi di Bonifica (lr 5/2014) manifesta evidenze gestionali differenti tra Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale, dove nel primo caso il personale viene descritto come costo ed insiste il serio rischio di mettere in ginocchio l’agricoltura mediante l’aumento dei costi dell’acqua in bolletta con l’emissione dei ruoli agli agricoltori, rendendo sempre più aspri i rapporti tra direzione, dipendenti ed agricoltori; nel secondo caso, il personale è ritenuto una risorsa e valorizzato nelle attività consortili anche con l’attribuzione di disponibilità di cassa aggiuntive, per far sì che gli agricoltori possano ricevere servizi irrigui migliori e laddove è stato possibile, si sono anche abbassati i costi per gli agricoltori (vedasi il caso del Consorzio di Bonifica di Trapani)» conclude il segretario regionale Sifus Consorzi di bonifica.