Blitz nel Catanese con 26 arresti, coinvolto un carabiniere: fatta luce sull’omicidio di Paolo Arena

Blitz nel Catanese con l’arresto di 26 persone. Almeno 200 i carabinieri del Comando Provinciale di Catania, sostenuti dai reparti specializzati (Squadrone Eliportato Cacciatori, Compagnia di Intervento Operativo del XII Battaglione “Sicilia” e Nucleo Elicotteri), nelle province di Catania e Reggio Calabria, impegnati all’alba nell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti dei 26 indagati, ritenuti “affiliati dei Tuppi di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, che – come ha rivelato il pentito Luciano Cavallaro – è attualmente legato alla famiglia mafiosa dei Mazzei, storicamente affiliata a Cosa Nostra”. I 26 destinatari dell’ordinanza sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione in concorso, furto, ricettazione e riciclaggio in concorso, detenzione e porto illegale di arma clandestina, trasferimento fraudolento di valori e corruzione, con l’aggravante del metodo mafioso. Il Gip ha anche disposto il sequestro di conti correnti, beni immobili e attività commerciali per un valore complessivo di oltre 1.500.000 euro.

A Misterbianco il vertice è Tano Nicotra, affiancato dal fedelissimo Antonino Rivilli, nome in codice Gisella (da qui il nome dell’operazione). A supportare gli affari di famiglia anche Tony Nicotra, nipote di Gaetano, scarcerato il 17 febbraio 2017. Il suo ritorno a casa è stato accolto con tanto di spettacolo pirotecnico. Tony Nicotra aveva i suoi fedelissimi: il fratellastro Gaetano, il figlioccio Carmelo Guglielmino (impegnato a ‘sbrigare le beghe sul campo’) e di Daniele Amato Musarra. A Motta Sant’Anastasia invece le redini erano affidate a Daniele Distefano, detto Minnita, coadiuvato dal fratello Filippo. I soldati, cioè la manovalanza, erano Filippo Buzza, Domenico Indelicato, Gaetano Indelicato, Francesco Spampinato e Giuseppe Piro. Quest’ultimo già detenuto a Bicocca, perché coinvolto nel blitz Penelope sul clan Cappello. Tra gli arrestati anche un carabiniere in servizio a Motta, Gianfranco Carpino, che avrebbe fornito informazioni al clan. “E’ stato sospeso dal servizio”, ha tenuto a precisare Raffaele Covetti, comandante provinciale dell’Arma di Catania.

Le indagini, inoltre, hanno consentito di fare luce su uno degli omicidi risalenti alla guerra di mafia che – negli anni ’80 e ’90 – ha visto contrapposti lo stesso gruppo dei Tuppi con il gruppo del ‘Malpassotu’. In particolare sono emersi elementi di prova sulla responsabilità di alcuni degli arrestati di oggi per l’omicidio consumato in data 28 settembre 1991, a Misterbianco, ai danni del consigliere comunale Paolo Arena, esponente di spicco della Democrazia Cristiana etnea che veniva assassinato con colpi di fucile esplosi da distanza ravvicinata nei pressi del municipio.
Ecco i nomi degli arrestati: Domenico Agosta (1986), Emanuele Agosta (90), Giuseppe Avellino (64), Filippo Buzza (74), Rosario Salvatore Cantali (73), Gianfranco Carpino (68), Luca Destro (82), Vincenzo Di Pasquale (67), Daniele Distefano (84), Filippo Distefano (77), Carmelo Guglielmino (78), Gaetano Indelicato (87), Alfio La Spina (82), Carlo Marchese (72), Saverio Monteleone (82), Daniele Musarra Amato (70), Tony Nicotra (66), Gaetano Nicotra (79), Gaetano Nicotra (51) Lucia Palmeri (69), Emanuele Parisi (89), Antonino Rivilli (71), Giovanni Sapuppo (80), Francesco Spampinato (77), Giuseppe Piro (91, già detenuto).