Sifus Confali e sindacati autonomi e di base uniti per la riforma del comparto forestale siciliano

Un evento dallo spessore storico: già, perché per la prima volta nella storia si è riusciti a mettere attorno a un tavolo e a lavorare su un progetto, che ha come obiettivo lo sviluppo del patrimonio boschivo e del territorio, tutti i sindacati autonomi e di base. Al Dea hotel di Palermo, Sifus Confali ed altri quattro sindacati autonomi e di base dei lavoratori forestali hanno presentato una proposta unitaria di riforma del comparto forestale siciliano. Non era mai accaduto, infatti, che queste organizzazioni sindacali elaborassero insieme una proposta di riforma. Segno evidente che l’emergenza lavoratori forestali non può più essere rimandata.
In prima linea il segretario generale del Sifus Confali, Maurizio Grosso, instancabile nell’impegno di restituire dignità ai lavoratori: “E’ una proposta di riforma che allarga le competenze del settore forestale facendo sì che i lavoratori forestali si occupino anche della sicurezza del territorio siciliano. La Sicilia è tra le regioni più dissestate d’Italia dal punto di vista idrogeologico, quindi la presenza di una forza lavoro così esperta come quella rappresentata dai lavoratori forestali non può che essere di giovamento”.
Presenti alla conferenza stampa di presentazione anche i rappresentanti della Regione Sicilia, tra i quali il deputato Vincenzo Figuccia: “E’ stata una bella assemblea, che ha riunito tutte le organizzazioni sindacali di base. Abbiamo parlato di bosco produttivo, sì, ma soprattutto di tutta quella gente che da trent’anni viene mortificata sotto forma di lavoro nero. Noi chiediamo che a costoro venga dato un contratto, chiediamo che si possa ripartire, che vengano date opportunità alla Sicilia”.
Determinato anche il segretario regionale Sifus Confali consorzi di bonifica, Ernesto Abate, che si batte perché la Regione accolga la proposta di riforma dei consorzi di bonifica. Quest’ultima si aggiunge alla riforma del comparto forestale siciliano e ad altre numerose revisioni perché vengano inserite nel più ampio disegno di legge della Regione Sicilia sul tema. “Con riguardo ai consorzi di bonifica – spiega Abate – si preferisce esternalizzare i rapporti di lavoro piuttosto che valorizzare le professionalità interne. Al contrario, con la proposta di riforma noi vogliamo valorizzare i lavoratori interni, che rappresentano sicuramente un beneficio per gli agricoltori che usufruiscono dei servizi irrigui offerti dai consorzi”.