Parigi val bene una messa, vero Salvini?

di Alfio Franco Vinci…

Non so perché, ma scorrendo i video e le cronache della manifestazione della Lega del 18 Maggio a Milano, in 20.000 sotto la pioggia, con Salvini che bacia la “Madunina” e fa l’ostensione del rosario, mi è venuta in mente la frase attribuita ad Enrico di Navarra ”Parigi val bene una messa”.
Il problema di Salvini però è che, rispetto alla pancia della sua base, e non solo, la piroetta da sovranpopulista, a bacia pile è stato troppo repentina e spettacolare, specie perché “Parigi” è assai lontana e incoronazioni all’orizzonte non se ne vedono, almeno per lui.
Dovrebbe concentrarsi e far concentrare maggiormente l’attenzione ai posizionamenti dei competitors sulla scacchiera europea, così allenterebbe la tensione interna e potrebbe tentare di arrivare ad un buon risultato a Bruxelles con gli altri che vogliono un’Europa meno oppressiva e fiscale.
Gli avvisi dell’ultima settimana dell’agonizzante Commissione Europea preoccupano non poco, specie quando si auspica per l’Italia “un riequilibrio interno fra debito pubblico eccessivo e risparmio privato enorme”
Non vorrei che, per non scontentare i malpancisti dell’IVA, saltasse fuori, ispirata da qualche suggeritore interno,una patrimoniale “Made in UE”,contro la quale imprecare certamente,ma che l’elettorato non potrebbe attribuire al Governo italiano ,e che sarebbe certamente taylor made sui patrimoni medio/alti.
Gli attacchi concentrici di cui è fatto oggetto Salvini e la Lega dovrebbero far riflettere vieppiu’ per i punti di origine degli attacchi stessi applicando alla politica le regole della balistica.
Ad essi si aggiunge il comportamento di Di Maio che, dopo averlo incitato e sostenuto nelle battaglie per la sicurezza e la tutela degli italiani ,sembra voler interpretare il remake di un vecchio film anni ‘60: vai avanti tu che a me mi vien da ridere,che finisce a colpi di tavolaccio in faccia.
Se fosse vero che Salvini aspira a fare della Lega un partito veramente nazionale, dovrebbe dare più ascolto anche al profondo Sud e al detto siciliano:”guardati da quelli che vestono di nero; preti , giudici e carabinieri.”
Andando avanti così rischia di fare la guerra contro i mulini a vento.
E, tanto per restare in tema di personaggi letterari,non vorrei
che finisse:”Robin Hood batte Don Chisciotte uno a zero.

Alfio Franco Vinci