Il magistrato Tiziana Laudani a confronto con i giovani, Ass. Agosta: «Importante riconoscere la criminalità organizzata per non restarne ammaliati»

La mafia uccide, il silenzio pure! All’Istituto Statale d’Istruzione Superiore De Felice – Olivetti si è svolto un incontro/dibattito sul tema “Mappa della criminalità organizzata locale e attività del sodalizio, ruolo dei professionisti e imprenditori collusi”, organizzato dall’Associazione Nazionale Antimafia Alfredo Agosta con il coordinamento del preside, prof. Francesco Ficicchia.
È intervenuta all’incontro la presidente dell’associazione, Vincenza Bifera, che ha ricordato la mission e gli obiettivi del sodalizio ma ha anche commemorato il giudice Falcone, ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992 nella cosiddetta “strage di Capaci”: “La commemorazione non è soltanto il ricordo di un momento storico, ma anche un ammonimento affinché determinati errori non siano più commessi. Essa ci consegna i valori dei giudici assassinati, che continuano a vivere in noi, a muovere le nostre scelte e i nostri pensieri”.
Presente anche il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, dott.ssa Tiziana Laudani, che ha illustrato ai numerosi studenti presenti le forme in cui oggi si manifesta la criminalità organizzata e i metodi intimidatori che utilizza nella realizzazione del suo disegno criminoso. Tra le fattispecie maggiormente trattate dinanzi alla giovane platea, il voto di scambio e le infiltrazioni nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. “E’ fondamentale non perdere la memoria – ha commentato il sostituto procuratore – se i ragazzi non conoscono il nostro più recente passato, non possono imparare a riconoscere la criminalità organizzata, rischiando di restarne ammaliati. E’ nostro dovere fare loro da guida ed essere testimonianza di ciò che è stato per renderli dei buoni cittadini domani”.
Infine è intervenuto il preside, prof. Francesco Ficicchia, il quale ha ribadito l’importanza dell’etica, perché questa accompagni l’applicazione della legge: “La scuola ha il compito di offrire agli studenti gli strumenti per riconoscere i movimenti della società e del mondo che andranno ad incontrare. Strumenti che serviranno a maggior ragione agli alunni dell’ultimo anno, che si preparano ad entrare nel campo delle professioni tecniche, che in questo momento sono quelle più esposte alle infiltrazioni della criminalità organizzata. In qualità di insegnanti ed educatori abbiamo il dovere di prevenire e contrastare il fenomeno criminale”.