Catania-Trapani: ospiti padroni, ma Lodi riaccende la speranza

Catania, tanto bella sugli spalti quanto brutta nel rettangolo di gioco. Finisce 2-2 il match d’andata del secondo turno dei play-off nazionali tra Catania e Trapani, dopo 80 minuti di profonda sofferenza per gli etnei e un risveglio avvenuto soltanto a dieci minuti dalla fine. Tulli gela il Massimino al 2’, seguito da Ferretti al 68’. Ci pensa Lodi a rimontare lo 0-2, prima con la mattonella su punizione al 72’, poi con un calcio di rigore trasformato all’86’, concesso per fallo su Manneh.

Ci risiamo. Un Catania che emerge soltanto sul finale. Certo, il Trapani è una signora squadra: abilissimo nel fraseggio come se stesse giocando in casa, pericolosissimo in contropiede, per nulla intimidito dai 20.000 spettatori presenti. I rossazzurri, però, se non hanno il dovere di vincere, hanno quantomeno quello di giocare al meglio. E invece no. Soffrono in mediana per tutta la partita, sbagliano i passaggi, rincorrono il pallone trovandolo raramente e subiscono maledettamente il pressing avversario e le ripartenze.
Poi il secondo tempo, che questa sera ha un solo nome: Ciccio Lodi. Al 72’ il numero 10 rossazzurro (tanto criticato nelle ultime partite) calcia una punizione dal centrocampo, che spedisce il pallone in rete nell’incredulità generale. Il Massimino, silente fino a questo momento, esplode.
Il Catania ci crede, non soffre quasi più, si spinge in avanti, schiaccia gli ospiti. Dopo un fallo in area su Manneh, Robilotta non ha dubbi: è calcio di rigore per gli etnei. Lodi, naturalmente, si piazza sul dischetto. Gelido osserva il pallone prima, Dini poi. Scende un silenzio tetro, le lancette si fermano. Poi il tiro, infine il gol. Lo stadio è incontenibile, la squadra pure.
Cinque minuti di recupero che sembrano infiniti. Poi arriva il triplice fischio che decreta un 2-2 soffertissimo. Soltanto applausi per la compagine di Vincenzo Italiano, che si conferma una delle squadre più forti della Serie C. Sottil, invece, dovrà strapazzare i suoi: senza idee, poco aggressivi e sempre in affanno. Domenica, al Provinciale, servirà un’impresa. Ma sapete cosa si dice a Catania? “Melior de cinere surgo”: ricostruiremo più bella la città sulle ceneri della precedente. Crederci è un dovere.