Nel silenzio più assoluto cacciati 101 lavoratori del call center Monalisa di Misterbianco

Il silenzio non cambierà nulla. Non muterà i fatti. E allora, perchè non parlare? Perchè non denunciare quanto sta per accadere? Dopo due mesi di trattative a bassa voce, la Monalisa Contact del Gruppo Aura (call center per Vodafone Business), con sede a Misterbianco, sta per chiudere i battenti licenziando qualcosa come 101 dipendenti; 101 persone che ogni giorno, in media da 10 anni, hanno lavorato in quella che per loro era una certezza, e non semplicemente un posto di lavoro. A partire dal 21 giugno, infatti 101 famiglie non potranno far altro che richiedere la Naspi (la disoccupazione) per continuare a vivere dignitosamente fino ad un successivo impiego che, in Sicilia, è quasi un’utopia.

Per comprendere ciò che sta accadendo abbiamo intervistato, durante un’assemblea dei lavoratori a Misterbianco, Sergio Romano, sindacalista di Uil Tucs: “La cosa brutta di tutta questa vicenda è che l’azienda non ha mai pensato che le responsabilità possano essere attribuite alla loro condotta, ma solo ed esclusivamente alla non professionalità dei lavoratori. Accusa che rigettiamo, che abbiamo sempre rigettato…”

Ma cosa avrà portato la Monalisa Contact ad una soluzione così tragica? “L’azienda ci ha chiamati, ci ha detto che era in crisi. Nessuno qui – spiega Sergio Romano – dice sì o no: sappiamo che il mercato sicuramente si è abbassato, però se l’unica soluzione è che i lavoratori dovevano perdere dignità e diritti, cioè passare da contratto a tempo determinato, da lavoratori subordinati a co.co.co. con partita iva, vuol dire far entrare in una giungla senza confini i lavoratori. Noi come Uil Tucs abbiamo detto no, siamo pronti ancora a qualsiasi soluzione alternativa che alla fine danneggi un po’ le due parti. Ma sulla dignità e i diritti dei lavoratori non cederemo mai.”

Intanto la procedura di mobilità si concluderà lunedì 17 giugno, quando all’Ufficio provinciale del lavoro verrà richiesta l’attuazione di una cassa integrazione, prevista dal decreto Dignità.  E intanto i lavoratori sono scoraggiati, delusi e poco speranzosi in una soluzione positiva della vicenda…