Criticità stagione irrigatoria. Abate: «I lavori di manutenzione ordinaria non sono stati programmati e coordinati in tempo utile»

C’è forte preoccupazione e altrettanta perplessità circa l’attuale situazione di disagio che si vive quotidianamente nel comprensorio etneo da parte degli utenti che lamentano il mancato servizio irriguo che avrebbe dovuto erogare il Consorzio di Bonifica e che ad oggi gli viene negato in quanto i lavori di manutenzione ordinaria non sono stati programmati e coordinati in tempo utile.

«Lo stato di disorientamento da parte del personale dipendente – spiega il segretario regionale del Sifus Consorzi di bonifica Ernesto Abate – è palpabile in quanto impossibilitato a poter effettuare nei tempi previsti quelle attività che andrebbero svolte in un bimestre e che non possono essere eseguibili in pochi giorni. Sicuramente tutto ciò scaturisce da una scelta impartita dagli organi dirigenti, i quali hanno modificato la normale programmazione delle attività lavorative che di solito negli anni precedenti si svolgeva con la presenza di tutta la forza lavoro già da Febbraio o al massimo da Marzo;preferendo avviare il personale a tempo determinato che rappresenta l’80% della forza lavoro operaia con molti mesi di ritardo. Ciononostante le attività consortili sono proseguite nel corso di questi mesi,seguendo inspiegabili scelte interne che hanno privilegiato la collaborazione di maestranze extraconsortili, affidandosi alle ditte esterne mediante il criterio dell’affidamento per somme sotto soglia e pagando saldatori professionisti a cifre che superano il doppio del costo di un operaio con le medesime mansioni comprensivo dei diritti pensionistici. Quest’ultimo punto – prosegue Abate – è stato motivo di forti dissapori all’ interno della forza lavoro, alla quale non solo non gli è stato consentito il confronto con la dirigenza e la partecipazione al raggiungimento di un obiettivo comune, ma oltretutto non gli è stato proposto di effettuare lavoro con orario straordinario programmato per uscire dallo stallo in cui si è ritrovato tutto il sistema consortile. Un altro elemento grave che è emerso in questi ultimi giorni per cui si attende di ricevere conferma e/o smentita, sembra giungere da qualche dirigente che a seguito di un confronto con le figure apicali, si sarebbe permesso di apostrofare i lavoratori “degli incompetenti” colpevoli dello stato dell’arte in cui ci si trova a far data odierna, quando ad usufruire del servizio irriguo sono gli agricoltori adiacenti al canale principale mentre altri e sono la maggior parte, non l’hanno ancora ricevuta che rappresenta la quasi totalità degli utenti, perché gli impianti di sollevamento non possono essere ancora avviati a seguito degli innumerevoli lavori di manutenzione e riparazioni da eseguire. Qualora si trattasse di un’affermazione realmente accaduta, si tratterebbe di un fatto increscioso e deplorevole, volontariamente offensivo che lede in forma gravissima ed inaccettabile qualsiasi lavoratore che negli anni ha prestato servizio e gestito con onore tali servizi e non si sono mai dovuti confrontare con tali fallimenti di scadente programmazione e gestione delle attività consortili. Per questi motivi appena elencati ed altri in precedenza rappresentati con querele/denuncia, si chiede agli illustrissimi riceventi di prendere atto della presente e verificare le responsabilità di tali gravi atti che procurano gravi danni agli utenti e minano la serenità sul lavoro, creando pesanti scoramento inopportuni,per un ente pubblico nato a servizio degli utenti e senza scopo di lucro».