Torre del Grifo: la storia non cambia, si respira un clima “inquisitorio”…

In un clima d’attesa per la presentazione del neo tecnico rossazzurro Andrea Camplone, i giornalisti (molti giovani e alcuni senatori) sono in pole position; parlottano a voce bassa, prendono posto alla spicciolata, con taccuino in mano attendendo l’arrivo del mister. Si respira però “aria d’inquisizione”, fra contraddizioni e mezze verità, oltre che di paradossi: percepiamo quanto sia importante il ruolo del giornalista che deve scavare e cogliere il nocciolo delle cose, nutrirsi di verità e persino di indagine, proprio per informare. Esattamente ciò che sembra mancare in questo contesto. Solo silenzi e fazioni più o meno riconoscibili. Ci domandiamo perché? Si è intimoriti da chissà chi o cos’altro? Ognuno vede una piccola parte della realtà, ignorando o fingendo di ignorare, girandosi dall’altra parte. E sorge spontaneo domandarsi: cosa siamo e chi rappresentiamo? Opinione pubblica o un mero insieme di opinioni individuali? Molti credono di avere un’opinione, ma, in realtà, non è altro che una semplice adesione nei confronti di qualcuno, che spesso manipola i loro pensieri. Forza Catania…