Le convenzioni sul mare? Risalgono al 1982 con Spadolini e Fanfani e Salvini aveva appena 9 anni…

di Alfio Franco Vinci…

Nel 1982, data di sottoscrizione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del mare a Montego Bay, Salvini aveva 9 anni e ben difficilmente avrebbe potuto influenzare Giovanni Spadolini, cui si deve la stesura preliminare, e quindi Amintore Fanfani, cui si deve la firma della Convenzione, ed i loro Governi pentapartito.
L’impossibilità per Matteo Salvini di avere influenza alcuna sulla convenzione sottoscritta ,non è data solo da evidenze anagrafiche ma anche e comunque dal fatto che Spadolini e Fanfani, piaccia o non piaccia, furono due statisti padri della Repubblica, di quelli cioè, tanto per intenderci, capaci di pensare ,non alla successiva campagna elettorale,ma alla successiva generazione.
Quando l’Italia, già firmataria in prima stesura con altri 154 Stati, nel 1994 ratificò in sede parlamentare la Convenzione, che divenne cosi legge dello Stato, Matteo Salvini aveva 21 anni e, rispetto allo svolgimento degli eventi valgono le considerazioni di cui sopra.
La convenzione disciplina ogni possibile aspetto dell’uso e della fruizione del mare e la delimitazione delle acque territoriali, ivi compresa la tematica della sicurezza.
Al tema della sicurezza appunto,e al transito ed ingresso di navi nelle acque territoriali di uno Stato, dedica l’intero articolo 19, che ha per oggetto” PASSAGGIO INOFFENSIVO”, e specifica: “il passaggio e’inoffensivo fintanto che non arreca pregiudizio alla pace,al buon ordine ed alla sicurezza dello Stato costiero.
Il passaggio di una nave è considerato pregiudizievole nel mare territoriale, se la nave e’impegnata in una qualsiasi delle seguenti attività :
omissis;
G) il carico o lo scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali,fiscali ,sanitari o di immigrazione VIGENTI NELLO STATO costiero”
E ancora l’art 21 disciplina l’attività legislativa degli Stati costieri relativa a quanto previsto all’art 19 e recita: “Lo Stato costiero può emanare leggi e regolamenti relativamente alla disciplina del passaggio inoffensivo attraverso il proprio mare territoriale, in una delle seguenti materie:
Omissis
H) prevenzione di violazione delle leggi e e regolamenti doganali ,fiscali,sanitari o di immigrazione dello Stato costiero”.
Le navi che attraversano acque territoriali , anche con passaggio inoffensivo,accettano e si obbligano al rispetto delle leggi e regolamenti dello Stato costiero.
E allora le forze politiche già esistenti e presenti in Parlamento nel 1982 e nel 1994, che ora considerano una barbarie la nuova legge votata dal Parlamento ,forse in applicazione degli articoli 19 e 21 della Convenzione ONU del 1982, e la Chiesa cattolica che incita alla “resistenza”(violazione?) della legge teste’ votata, dove erano 37 anni fa e, di nuovo, 25 anni fa?
O forse qualcuno pensa che l’italico costume dell”INTANTO ADERIAMO E POI SI VEDRÀ’…” potesse durare all’infinito?
Speriamo che a nessuno vengano tardive “pruderie costituzionali”lasciate a sonnecchiare per 37 anni all’ombra del “tiriamo a campare”.
Alfio Franco Vinci