Licata: dopo l’auto bruciata, i cani avvelenati e le minacce è stato messo alla porta dal Comune con 2 anni d’anticipo

Storie paradossali. Storie poco logiche. Storie siciliane. Vincenzo Ortega, ingegnere,  è entrato da qualche anno nell’occhio del ciclone. Pensate: gli hanno bruciato la macchina, avvelenato i cani, fatto minacce che hanno reso necessaria la scorta. Da ieri infatti l’ingegner Ortega (capo dell’Ufficio tecnico del Comune di Licata, nell’Agrigentino, l’uomo che ha mandato le ruspe sulla costa per demolire le costruzioni abusive che deturpano il litorale di Licata) è stato messo alla porta dal Comune e rimarrà a casa per due anni – prima di andare in pensione – con l’80% dello stipendio. Una decisione, frutto di una delibera del Consiglio comunale su proposta dell’amministrazione, che il diretto interessato ha tutta l’intenzione di impugnare davanti alla magistratura.
Il sindaco di Licata Pino Galanti sostiene che “Ortega era rimasto l’unico dirigente in pianta organica. Tutti i dipartimenti erano affidati a lui e non potevo permettere che un solo uomo fosse al comando della burocrazia. La legge mi permette di farlo”.
“Ho dedicato la vita al mio Comune – ha affermato l’ing. Ortega – finora sono uscito sempre indenne da tutti i procedimenti penali…”.