Consorzi di bonifica, a Catania organico carente e servizio insufficiente. Abate, Sifus: «Garantire la continuità operativa»

«Alla Piana di Catania si tirano le prime somme sulla campagna irrigua 2019 e sono già in molti gli utenti consortili ad aver inviato al Consorzio di Bonifica Cb9c le lettere scritte dal proprio avvocato, con le quali reclamano lo sgravio delle bollette a causa del mancato servizio irriguo ricevuto», commenta Ernesto Abate, segretario regionale Sifus Consorzi di Bonifica. «Somme – prosegue – che ogni anno crescono proporzionalmente alla scelta manageriale di ridurre al minimo la presenza del personale dipendente che per oltre l’80% è di natura stagionale, il quale viene assunto e contrattualizzato da 3 a 6 mesi l’anno e per la sola stagione dei gelati! Non me ne vogliano i professionisti del settore, ma noi non siamo in grado nemmeno di reggere il confronto, in quanto le nostre attività sembrano essere autolesioniste e per farlo capire anche a coloro che non sono del settore li invito ad immaginare l’esempio calzante. Siamo in piena stagione estiva e mentre le temperature diventano torride ed i clienti smaniano per avere un gelato che gli rinfranchi lo spirito ed il corpo, rimangono in perenne attesa del gelataio di zona che non arriva mai perché, ha deciso di andare in carrozzeria per rifare la verniciatura, passare dopo per l’officina meccanica per rifare il motore e subito dopo dal frigorista perché la temperatura dei frigoriferi fa sciogliere il gelato. Ecco, questo accade nei Consorzi di Bonifica ed in particolare in quello di Catania, per il quale la pianta organica variabile è carente di oltre 150 figure professionali e che 120 circa vengono assunte per fare manutenzione, mentre si è in periodo di irrigazione e tutto dovrebbe essere in ordine per distribuire l’acqua irrigua agli agricoltori. Ecco… sperando di essere stato utile alla comprensione, il concetto di scarsa programmazione delle attività Consortili si aggrava, quando alcune scelte opinabili sminuiscono la valorizzazione delle professionalità interne acquisite e maturate sul campo di lavoro, per affidare alle ditte esterne dei lavori con quelle economie che oggi avrebbero permesso al personale in questione di vedersi aumentato il contratto di lavoro, garantendo così una continuità operativa, una migliore efficienza lavorativa ed una efficacia del servizio. Per nondimeno quest’anno ci troviamo di fronte al fatto che di acqua c’è ben oltre il reale fabbisogno ed il personale va a casa per fine contratto. La legge in materia di personale otd cioè a tempo determinato, permette di far continuare il rapporto di lavoro oltre i livelli minimi previsti, mediante risorse di cassa che oggi sarebbero stati utili per un servizio irriguo che avrebbe potuto permettere al Consorzio di Bonifica di incassare il contributo degli agricoltori, piuttosto che ritrovarci ad assistere all’ennesimo stillicidio, in quanto gli agricoltori in questo periodo si stanno vedendo recapitare le bollette di conguaglio relative all’anno 2018, nel quale il costo è stato maggiorato rispetto agli anni precedenti ed il servizio è stato insufficiente, anche se parzialmente giustificato dagli scarsi livelli d’acqua invasati scaturiti dalla siccità che ha attraversato in lungo ed in largo l’Italia, mentre oggi non si riceve l’acqua per l’insufficiente servizio..

In conclusione il SIFUS, di fronte all’amara verità e nel rispetto della dignità lesa dei lavoratori e degli agricoltori, invita i manager consortili a rivedere l’importanza di quanto esposto, per evitare che oltre al fallimento della stagione irrigatoria in corso, bisognerà fare i conti con i minori introiti delle bollette ed i maggiori contenziosi che creeranno un duplice danno oltre quello d’immagine e cioè quello per cui ogni volta il Consorzio è chiamato a risarcire un utente danneggiato e i maggiori costi graveranno sull’aumento delle bollette. Da qui li concetto espresso di autolesionismo».