“Basta spreco di soldi con i revisori degli Enti Locali…E vi spiego pure come fare”

Basta spreco di denaro pubblico. Scende in campo Carlo Cittadino, esperto contabile. Questo il suo progetto

“Nei giorni scorsi ho consegnato ad alcuni Deputati della Regione Siciliana, la copia di un nuovo disegno di legge per regolamentare in modo diverso il sorteggio dei revisori negli enti locali della Regione Siciliana

Tutto scaturisce per fare risparmiare gli enti locali e per avere una maggiore possibilità di essere estratti per il numero crescente degli aspiranti revisori dei conti:

– 1) Estrazione a sorteggio in base alla provincia di residenza del revisore dei conti ( Gli Enti oggi spendono parecchie somme per rimborsare tutti i revisori estratti in provincie diverse lontani dal proprio luogo di residenza ) ;

– 2) Numero Massimo di incarichi quattro ( oggi essendo il numero massimo in otto , preclude a parecchi revisori di poter essere estratti e nello stesso tempo i revisori con otto incarichi effettuano il loro compito con affanno e con parecchie responsabilità ) , negli ultimi anni il Legislatore e’ intervenuto parecchie volte per ampliare gli ambiti e i compiti a carico dei revisori dei conti;

– 3) Istituire il sorteggio anche i revisori delle Scuole Siciliane ( oggi la legislazione prevede che i Presidenti dei Collegi dei Revisori dei Conti delle Scuole e’ esclusiva competenza dell’Assessorato Alla Formazione e Istruzione della Regione Siciliana ). In parecchi Istituti Scolastici Siciliani sono stati nominati Presidenti revisori con residenza in provincie diverse con parecchi oneri a carico delle scuole per il rimborso spese, infatti il compenso e’ di Euro 1.500,00 oltre oneri e contributi e le indennità di trasferta superano il compenso stesso ;

– 4) Demandare solo ed esclusivamente il sorteggio alle Prefetture Siciliane (oggi in Sicilia il sorteggio viene effettuato in Consiglio Comunale con le modalità di estrazione manuale), in Italia il sorteggio viene effettuato solo ed esclusivamente dalle Prefetture con modalità telematica.

Maggiori risparmi, trasparenza negli incarichi e piu’ possibilità per i giovani revisori dei conti per essere estratti con l’applicazione del sorteggio anche nelle scuole siciliane.

Confido nel buon senso di tutti i DEPUTATI DELLA REGIONE SICILIANA e spero che la discussione del Disegno di Legge con le nuove modalità di sorteggio venga calendarizzato dalla prima commissione della Regione Sicilia entro breve termine e confido che il Presidente dell’ARS On.le Gianfranco Miccichè convochi nel piu’ breve tempo possibile una seduta del Parlamento Siciliano per l’auspicata approvazione”.

 Carlo Cittadino, esperto in Finanza Locale, commercialista e Revisore dei Conti

P.S. Legislazione vigente in Sicilia :

Sicilia: 8 incarichi per i revisori dei conti degli enti locali

L’Assemblea Regionale Siciliana supera il pasticcio creato con la “incompatibilità” per i due incarichi per i revisori degli enti locali, ma non osa intervenire sulla questione dei compensi.

L’art. 58 del disegno di legge “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2017. Legge di stabilità regionale. Primo stralcio”, approvato in aula, detta l’ennesima innovazione sugli organi di revisione, con il sostanziale adeguamento alla disciplina nazionale, anche per quanto riguarda il numero massimo d’incarichi.

La materia, negli ultimi 24 mesi, è stata trattata da quattro leggi, tutte contenenti norme imprecise o contradditorie.

L’ultima è stata la L.r. n 17/2016, accolta con favore dalle organizzazioni di categoria, che però conteneva il confuso comma 7 dell’art. 10, sul limite degli incarichi.

Cosa prevede la norma nazionale?

La norma nazionale (art. 238 del D.Lgs. n. 267/2000) prevede che, salvo diversa disposizione del regolamento di contabilità dell’ente locale, ciascun revisore non possa assumere complessivamente più di otto incarichi, tra i quali non più di quattro incarichi in comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, non più di tre in comuni con popolazione compresa tra i 5.000 ed i 99.999 abitanti e non più di uno in comune con popolazione pari o superiore a 100.000 abitanti (le province sono equiparate ai comuni con popolazione pari o superiore a 100.000 abitanti e le comunità montane ai comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti).