Catania, a Catanzaro un solo imperativo: ritornare grande

Se il Catania vuole dare una svolta alla sua stagione, per tornare a diventare grande, deve espugnare il Ceravolo. Con Lodi o senza Lodi, con Biagianti o senza Biagianti il Catania deve portare il bottino pieno a casa dalla trasferta di Catanzaro. Un successo dei rossazzurri servirebbe non soltanto per ritornare ad occupare le zone nobili della classifica e raggiungere 23 punti (in attesa del recupero con la Paganese), ma anche per favorire i giocatori sul piano mentale e caratteriale. Soprattutto perché, ricordiamo, a dicembre il Catania dovrà affrontare un vero tour de force: 5 partite in 22 giorni. Il primo di dicembre gli etnei sfideranno il Rieti in trasferta, domenica 8 giocheranno il match contro il Rende in casa e mercoledì 11 contro la Paganese in trasferta per il recupero della 13^ giornata; poi nuovamente in trasferta a Teramo e infine l’Avellino approderà al Massimino domenica 22 per la prima di ritorno.
Insomma, il tempo delle riflessioni e degli esperimenti tattici è terminato, bisogna passare ai fatti il prima possibile: domenica, l’occasione di scalare la classifica. Ma serviranno determinazione, coraggio e cuore. Il Catania deve ripetere l’impresa di espugnare Catanzaro, otto mesi dopo l’ormai impresso 10 marzo della passata stagione.
Alla guida della panchina rossazzurra Walter Novellino, la sfida una delle più attese del girone C. Gli etnei provenivano da un 1-1 interno contro il Potenza e da un periodo poco esaltante, tanto che Novellino rilevò Sottil. Quel 10 marzo, al Ceravolo, si tentò il tutto per tutto per conquistare quel secondo posto che poi non fu mai raggiunto. Il Catanzaro passò subito in vantaggio con D’Ursi, ma la festa casalinga durò fino a fine primo tempo: al 43′ Marotta ribaltò il risultato firmando la rete del pareggio. Nella ripresa, poi, il guizzo di Di Piazza che zittì tutti, siglando il gol che stese la squadra dell’allora tecnico del Catanzaro Auteri.
Come detto sono trascorsi otto mesi da quel giorno. Otto mesi in cui al Catania sono cambiate tante cose, tra cui tre allenatori post Novellino (Sottil, Camplone e Lucarelli) e un bel po’ di giocatori. Ma l’obiettivo è sempre uguale: arrivare in Serie B. La preoccupazione? Una sola: il Catania non gode affatto di ottima salute, ma nel calcio come nella vita la speranza è l’ultima a morire…