Matteo Renzi a Catania per il battesimo di Italia Viva: “sblocchiamo i cantieri e diamo lavoro di cittadinanza…”

È un senso di pienezza quello che Matteo Renzi, fondatore del nuovo partito Italia Viva, ha percepito nell’entrare in una sala che gli ha regalato dei numeri forse inaspettati. Ad attenderlo, un vero e proprio bagno di folla: migliaia di persone hanno occupato la sala del centro fieristico Le Ciminiere di Catania, per quello che è stato il battesimo ufficiale di Italia Viva in Sicilia. L’ex presidente del Consiglio dei Ministri ha deciso di ripartire proprio da qui, dal Mezzogiorno, per un’esperienza politica nuova, che lo vede impegnarsi in prima persona per far sì che le cose possano cambiare davvero.

Convinto che Italia Viva sarà il primo partito alle prossime elezioni regionali in Sicilia, Matteo Renzi va subito al dunque: “La situazione delle infrastrutture in questo paese va messa a posto, ma in questa regione è ridicola. Abbiamo messo 6 miliardi non soltanto per il ponte, ma anche per le fognature, i depuratori, il dissesto idrogeologico (come dimenticare i tragici fatti di un anno fa) e per tutto ciò che è ferrovie. Io vivo in una città come Firenze, nella quale in dieci minuti arrivo in stazione e da lì arrivo a Roma o Milano in un’ora e mezza. L’unità d’Italia non c’è sulle ferrovie […]. Questo gap infrastrutturale ha visto nel mio governo uno sforzo di finanziamento, ma forse con il senno di poi avremmo dovuto mettere qualche soldo in meno e dare qualche segnale di sblocco in più […]. Allora io dico, non facciamo troppi ragionamenti astratti: Italia Viva nasce per dare risposte concrete, e la risposta concreta è sblocchiamo i cantieri. Questo è un modo per far sì che la gente abbia un lavoro, e non il reddito di cittadinanza. Noi vogliamo dare lavoro di cittadinanza, non il reddito di cittadinanza.” Un attacco diretto, per quei 6 miliardi di fondi mai sbloccati dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e per quei 20 miliardi destinati al dissesto idrogeologico mai utilizzati dal governo.

Accanto a lui, tutti coloro che vogliono e credono di poter portare al cambiamento: dalla senatrice ex PD Valeria Sudano, l’ex PD artefice del successo della convention Luca Sammartino, Nicola D’Agostino ed Edy Tamajo, entrambi provenienti da Sicilia Futura, al Vicepresidente della Camera dei deputati Ettore Rosato e il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova. Proprio l’intervento di quest’ultima, per la platea presente, ha meritato una vera e propria standing ovation, ribadendo a gran voce l’importanza della filiera agroalimentare per la Sicilia: “Noi la vogliamo fare la filiera, perché nelle filiere c’è il futuro di questo paese e di questa regione. Io, assieme a Davide e Valeria, ho incontrato un gruppo di pescatori, e a loro ho detto quello che andrò a dire lunedì al Consiglio d’Europa. Perché noi di Italia Viva sappiamo che l’Europa la vogliamo migliorare e cambiare.”

 Il messaggio di Italia Viva, è chiaro: affinché l’Italia si sblocchi, è necessario far ripartire il Mezzogiorno. Da dove cominciare? Da ciò che fino ad ora non lo ha permesso.