Lo Monaco: “Non ce la faccio più, mi faccio da parte fin quando non ci sarà una figura che prenderà il mio posto…”

Torre del Grifo, ore 11.30 COLPO DI SCENA IN CASA CATANIA: Pietro Lo Monaco non è più il direttore generale del Catania Calcio. Il dirigente di Torre Annunziata, pacato rispetto alle ultime uscite, ha dichiarato durante la sua lunga conferenza stampa questa intenzione: “Sì, questa è l’ultima conferenza che farò. Non ce la faccio più, preferisco mettermi da parte e dimettermi da direttore generale. Resterò fin quando non troveranno un’altra figura che possa sostituirmi. La proprietà non lo sa ancora, nemmeno la squadra: certo, mi dovranno sostituire. Nel frattempo la vita al Catania scorrerà, farò di tutto affinchè tutto sia regolare…”. E chiude con una battuta: “Non si può stare in Paradiso a dispetto dei Santi…”. Prima di annunciare le dimissioni, Lo Monaco ha parlato delle altre società: “Le altre squadre spendono 14 milioni per fare la squadra in serie C. Noi 3 milioni lordi! E volete vincere il campionato? No! No! Con soli 3mln di spesa abbiamo fatto 3 campionati da protagonisti… VERGOGNA, VERGOGNA, chi dice che stiamo fallendo, si deve vergognare!”. Lo Monaco ha pure fatto il bilancio del suo rientro dal 2016. Sulle sue esperienze extra Catania ha detto: “Non ho fallito nè a Palermo nè a al Genoa; altro che fallimenti: sono stato a Brescia e a Udine  e ho fatto sempre numeri, la storia è davanti a  tutti. Fallimenti? Ho vinto 7 campionati, forse gli sciacalli lo hanno dimenticato. Torre del Grifo? Dovrebbe essere un monumento della città: 5000 iscritti, quando ne parlo mi viene la pelle d’oca…”. Sulle parole del sindaco Salvo Pogliese ha chiesto ironicamente: “Ha parlato da tifoso vero del Catania o ha parlato per la corrente di Spampinato o altri…”. E ancora, a proposito dei siti (in realtà li definisce sitarelli..) è stato colpito dall’avvocato Rapisarda, riportando quanto letto: “Ti faccio andare via da Catania, dalla mia città, ma chi è?…”. Lo Monaco ha pure detto che ad inizio stagione avrebbe voluto fare un “repulisti” dei giocatori, ma non è stato possibile per mille motivi, a cominciare dall’allenatore che non è stato d’accordo. La gara a porte chiuse? “Dalle autorità ok con Leonzio no con la Casertana: non c’è stato dato il tempo di organizzarci. Abbiamo subito la questione degli steward, in realtà…”. Su Arturo Magni non è stato tenero: “E’ cresciuto forse a dismisura durante la gestione Cosentino…”. Non ha risparmiato un attacco al collega Stefano Auteri di Catanista che accennava ai bilanci economici della società: “Non esiste rilancio senza risanamento: davanti a tutto, non si può vincere con i debiti, lo sapevamo…Abbiamo fatto di tutto per andare in Serie B e forse fuori dal campo c’eravamo riusciti. Voi di Catanista avete detto tante di quelle castronerie tecniche ma non l’ho mai contestato, potevo farlo dall’alto dei miei 50 anni di calcio e vi dico che non potete entrare nei dettagli dei nostri conti economici, giudicare, valutare e addirittura sparare a zero. Pignoramenti? Sapete in 3 anni quanti  ne abbiamo avuti e li abbiamo affrontati sempre, accade anche questo all’interno delle società calcistiche…”.