Riforma professionale. Sifus, Grosso: «E’ un guscio vuoto, finalizzato a graziare i vecchi dirigenti degli “enti mangiasoldi”»

«La neo riforma sulla formazione professionale in Sicilia è un guscio vuoto scollegato dalle peculiarità del territorio e finalizzata a  graziare i vecchi dirigenti degli “enti mangiasoldi” alla faccia degli 8 mila ex dipendenti licenziamenti e mai ricollocati» lo afferma Maurizio Grosso, segretario generale Sifus Confali. «Dietro i luoghi comuni – prosegue – quali “rapporto più forte con scuole ed imprese”,  “obbligo di laurea per i formatori” utilizzatI da deputati di maggioranza ed opposizione per giustificare la neo riforma della formazione professionale, in verità, si nasconde un guscio vuoto, palesemente scollegato dalle peculiarità del territorio e creato apposta  per graziare i pupari veri e occulti che gestivano i vecchi enti di formazione che lucravano soldi a mamma regione mentre sfruttavano gli 8 mila ex dipendenti licenziati e mai ricollocati dai governi Lombardo e Crocetta. La prova fotografica di ciò, è dimostrata dal fatto che la pseudo riforma in questione, è stata proposta dal pezzo più retrivo del  PD (quello legato ai Confederali che firmarono i licenziamenti) ed è stata approvata in tempi record. Mai una legge proposta da un partito di opposizione, è stata votata così velocemente da un Governo Regionale che ha una sua maggioranza seppur legata dalla saliva. La  neo riforma si pone l’obiettivo di superare la legge 24 del 1976 che il Governo nazionale, a suo tempo, copiò per la sua efficacia ed efficienza  nel legare formazione ed impresa ed, ancora oggi, mantiene quale legge dello stato italiano. Attraverso la nuova riforma gli enti avranno una gestione amministrativa meno controllata ma non accederanno ad un sistema di finanziamenti più elasticizzato necessario per  creare un sistema formativo più snello ed agile fondamentale per l’impresa nell’era dei mercati globalizzati. Nessun obbligo contrattuale è previsto per i dipendenti degli enti di formazione che potranno essere assunti, sfruttati e licenziati sul modello sudamericano. La pseudo riforma pur calpestando il diritto al ricollocamento relativamente i circa 8 mila ex dipendenti della formazione legittima gli stessi a  sposare la strategia del SIFUS CONFALI che mira al ricollocamento medesimo, attraverso altre soluzioni, a partire dal riconoscimento della L.R. 25/93».