Che fine ha fatto il carnevale di Acireale?

Dopo le numerose polemiche legate ai conti in rosso dell’edizione 2019 da Acireale si attendono con ansia notizie in merito alla nuova edizione del “Più bel carnevale di Sicilia”.

Unica novità al momento resta la nomina del nuovo presidente della fondazione, Gaetano Cundari, subentreato all’uscente Orazio Fazzio.

L’unico a parlare di Carnevale è stato ultimamente uno dei carristi storici di Acireale, Seby Ardizzone.

Il carrista in una lunga lettera ha svelato il titolo dell’opera che parteciperà alla sfilata dell’edizione 2020: “L’utimo petalo”.

Il titolo dell’opera sembra non essere scelto a caso, nella missiva infatti l’artigiano annuncia come questa sia la sua ultima partecipazione alla kermesse.

Quali siano i motivi legati alla decisione presa da Ardizzone non è chiaro, il carrista scrive semplicemente di difficoltà fisiche ed economiche.

L’edizione 2020 intanto si avvicina e dopo l’addio di Giulio Vasta direttore artistico uscente, il ruolo risulta ancora vacante.

Si è vociferato in città della possibilità di affidare l’incarico a Salvo Filetti, noto hairstylist di “compagnia della bellezza”, personaggio pubblico a cui agganci e conoscenze nel mondo dello spettacolo di certo non mancherebbero ma da cui non è arrivata nessuna conferma.

In una città a dichiarata vocazione turistica, la principale manifestazione dell’anno non dovrebbe essere già adeguatamente sponsorizzata?

Abbiamo cercato di capire meglio come si svolgerà la nuova edizione della manifestazione cercandone notizie su internet.

Sia sul sito del carnevale di Acireale che su quello della fondazione però sono pubblicate solo le date della kermesse. Nessun programma, neanche abbozzato, nessun cenno in merito al ticket d’ingresso, niente di niente.

Se, per esempio fossi un turista intenzionato a trascorrere un finesettimana nella ridente cittadina barocca, in occasione di quello che viene ritenuto il più bel carnevale della regione, non saprei proprio come organizzarmi.

Il tempo stringe e se non si vuole fare l’ennesima brutta figura forse sarebbe il caso di darsi da fare.