Il sacco di Acireale

La cattiva politica, gli inciuci, la mancanza di fondi, i tempi tecnici e la sempre più goffa macchina burocratica stanno lasciando un segno indelebile sul volto di Acireale.

Tanto bella quanto dannata, la città dei cento campanili sembra si stia trasformando nella città dai cento palazzi fantasma!

Ci siamo occupati della vicenda che sta determinando la chiusura del Pal’art Hotel di Acireale, un contenzioso tra il comune e la società che fino ad oggi lo ha gestito che secondo il tribunale di Catania non permette di eseguire nessun tipo di intervento di riparazione sulla struttura prima di gennaio 2020.

Nel 2014 ha fatto scalpore l’accordo che avrebbe dovuto cambiare il volto dell’intera fascia costiera,  l’acquisto della Perla Jonica da parte di uno sceicco di Abu Dhabi.

Hamed Bin Al Hamed, membro di una famiglia reale avrebbe infatti acquistato la struttura allo scopo di realizzare un grande polo turistico con annesso un hilton hiotel, progetto che avrebbe garantito lavoro e turismo all’intera zona. 

Arrivarono 24 milioni di euro dal ministero per lo sviluppo economico tramite invitalia e altri 35 dal monte paschi  per un progetto che doveva essere pronto entro il 2015.

L’accordo fu firmato dall’ex premier Matteo Renzi e dall’amministratore delegato di invitalia, Domenico Arcuri.
I lavori furono inizialmente appaltati dalla società dello sceicco, la Item, alla Volteo del gruppo Kinexia.

A fine 2016 però per presunte infiltrazioni mafiose la guardia di finanza mise sotto sequestro beni e denaro della società che, portandosi a casa 7 dei 24 milioni concessi a fondo perduto uscì dall’affare Hilton, da quel momento ad oggi il cantiere è rimasto fermo.

All’interno dell’ex Perla Jonica troviamo oggi solo alcuni cani randagi ed un vigilantes della Mondialpol, stipendiato per fare da guardia ad un cantiere vuoto che, stando alle sue parole, pare stiano smontando.

Dietro al lungo muro grigio che delimita l’area rimane solo lo scheletro della struttura ed un ponteggio arrugginito, quasi un veliero fantasma che solca lo jonio.

Sulla faccenda grava il silenzio delle istituzioni ma sopratutto quello del famigerato sceicco,  la cui esistenza comincia anche giustamente ad essere messa in discussione.

Che fine ha fatto il riccone di Abu Dhabi? E dove sono finiti i rappresentanti politici locali?

Basilio Catanoso, Nicola D’Agostino, Angela Foti, Luca Sammartino, Gaetano Galvagno sono tutti personaggi che da Acireale hanno portato a casa voti, come posssono restare in silenzio di fronte ad un falò di soldi pubblici di questa portata?

Il progetto doveva infatti fungere da apripista per il rilancio del mercato del lavoro e del turismo per l’intera zona ed invece nulla.

Paradossalmente questo non è il peggiore dei mali, sarebbe bello infatti se a sfregiare il volto della cittadina barocca fosse solo l’ex complesso della Perla Jonica, di ex purtroppo ad Acireale c’è ancora davvero tanto.

Senza allontanrsi troppo dalla Perla Jonica  ci si imbatte infatti nella struttura delle ex terme di Acireale.

Fondate nel 1873 dal barone Agostino Pennisi di Floristella vennero acquisite nel 1951 dalla Regione Siciliana e nel 2015 a causa di una pessima gestione poste in liquidazione.

Dietro al cancello chiuso da una catena il parco delle terme è ancora rigoglioso, era stato riaperto nel settembre del 2016 dopo i danni causati dalla tromba d’aria del 2014 grazie all’impegno dell’associazione Costarelli di cui presidente era Mario Di Prima, oggi assessore, rimasto aperto per qualche settimana fu poi abbandonato. Perchè?

Dal parco dell’ex complesso termale era possibile accedere anche alla grande piscina delle terme, quella che per lungo tempo ha permesso a generazioni di giovani di praticare sport e che oggi è solo una vasca azzurra ricoperta di melma, anche questa purtroppo, ex.

Attaccati al grande parco sorgono ben 2 hotel dismessi, l’Excelsior Palace chiuso da qualche anno e portato all’occhio della cronaca da alcuni tentativi di furto sventati dai carabinieri e il vecchio Hotel delle Terme sulla strada statale 114.

L’ex struttura ricettiva, ormai completamente abbandonata sembra un gigante addormentato adagiato sul fianco della città. Ancora arredato, permette di immaginare il benessere che ha contradisstinto la città in passato.

Benessere testimoniato anche dalle pellicole cinematograsfiche girate in questi luoghi, e andate in onda sul grande schermo, come “Palombella Rossa” o “La prima notte del dottor Danieli” , quest’ultimo girato all’interno dell’Haloa D’oro, altro lussuoso hotel rimasto chiuso ed abbandonato.

A confermare i nostri dubbi in merito alla gestione della cosa pubblica arriva in queste ore la notizia relativa al probabile acquisto del complesso termale da parte della regione sicilia, la stessa che ne aveva già determinato chiusura e liquidazione!

Ad ospitare gatti, topi e forse qualche senzatetto non sono però solamente queste strutture, in pieno centro infatti, proprio alle spalle del Duomo dorme il Teatro “Bellini” di Acireale, un lussuoso teatro dell’opera paragonabile al “San Carlo” di Napoli.

Inaugurato nel 1870 dall’ ingegnere Carmelo Sciuto Patti il teatro subì un incendio nel 1952 anno da cui risulta definitivamente chiuso.

A Dicembre 2014 l’amministrazione Barbagallo riaprì il foyer del “Bellini” con la promessa che presto anche sul teatro si sarebbe alzato nuovamente il sipario.

Barbagallo non fece in tempo a mantenere la sua promessa che divenne ex anche lui.

Oltre al “Bellini” la sua amministrazione aveva messo mano anche al teatro “Maugeri”.

Dopo l’evento calamitoso da cui fu danneggiato, per il “Maugeri” arrivarono in città 370 mila-euro prima e 691mila dopo, dal Dipartimento regionale di Protezione Civile per far fronte alla sostituzione della copertura.

Il 7 marzo 2016 fu approvato il progetto esecutivo e non furono risparmiati applausi e complimenti ma a quanto pare, neppure euro, poichè questi finirono ma i lavori pare di no e l’ex teatro continua infatti a restare chiuso ed inutilizzato.

Barbagallo non è però l’unico ex sindaco ad aver firmato ristrutturazioni importanti in città, anche l’amministrazione Garozzo, che lo ha preceduto, sotto l’occhio vigile dell’ex, anche lui, deputato Basilio Catanoso, ha lasciato il segno ad Acireale.

Prima dell’elezione di Barbagallo infatti i due mandati firmati Garozzo si sono contraddistinti anche per la riapertura del chiostro dell’ex liceo “Gulli e Pennisi” di via marchese di san giuliano.

Dopo aver speso ingenti somme per riaprire la struttura l’amministrazione sembra però se ne sia dimenticata, portando così la lista di strutture vuote e fatiscenti ad allungarsi. Un altro ex luogo pubblico dimenticato in mezzo a rovi ed immondizia.

Prima di passare la mano però l’amministrazione Garozzo ha inagurato anche il nuovo giardino “Vittorio Emanuele”, più comunemente noto come “Villa Belvedere”, questa, anche se chiusa da tempo non abbiamo ancora il coraggio di definirla ex, diciamo che  speriamo ancora nella sua riapertura.

Il giardino pubblico restò chiuso per ristrutturazione più di un anno, il parco venne riconsegnato ai cittadini giorno 11 Aprile 2014, proprio a ridosso di una nuova tornata di elezioni amministrative, quelle che poi avrebbe vinto Barbagallo.

7 milioni di euro circa sono stati spesi per l’avvio dei cantieri che avrebbero portato alla ristrutturazione oltre che della Villa anche dell’area eden, dell’angolo di Paradiso e del “Cafè Chantant”

nell’agosto dello stesso anno però, a lavori ultimati il giardino venne dichiarato inagibile dalla nuova amministrazione e chiuso al pubblico.

Da quel momento la polemica non si è mai arrestata e a questa si sono aggiunti anche problemi tecnici di irrigazione e illuminazione, una situazione insomma che la cittadinanza ha poco gradito, anche in virtù dei ben 7 milioni di euro spesi.

La lista sarebbe ancora lunga da approfondire, nella città dei cento campanili  infatti le opere finanziate da soldi pubblici e lasciate a marcire non sono solo queste, restano ancora fermi con le 4 frecce accese per esempio il cable park, con una causa in corso, l’ipab oasi cristo re per cui il comune avrebbe acceso un mutuo, per citarne alcuni…il territorio intanto continua a perdere pezzi importanti per lo sviluppo del turismo, del mercato del lavoro e per l’indotto economico in generale,

È possibile che nessuno ne senta la colpa o almeno un poco la responsabilità?

Tra tutti questi ex che addolorano il cuore della splendida cittadina barocca speriamo tanto di non dover inserire più avanti il palazzetto di contrada tupparello!