Sanremo, di tutto e di più: ascolti record, Amadeus e Fiorello ok un pò meno le donne…

Il Festival ha premiato nuovamente la canzone italiana. Il Sanremo firmato Amadeus e Fiorello (i due presentatori ufficiali) ha colto nel segno. Al di là delle polemiche in Salastampa per qualcuno che ha spoilerato il nome del vincitore in anticipo (Sky…?). E il Festival che ha incoronato vincitore il tarantino Diodato con il brano Fai Rumore, è stata seguita in media ieri su Rai1 da 11 milioni 476mila spettatori con il 60.6% di share. L’anno scorso l’ultima serata del festival aveva raccolto in media 10 milioni 622mila telespettatori pari al 56.5%. La prima parte della serata finale (dalle 21.32 alle 23.52) ha fatto segnare 13 milioni 638mila telespettatori con il 56.8%, la seconda (23.57-1.59) 8 milioni 969mila con il 68.8%. Dunque con il 60.6% la finale di Sanremo centra il miglior risultato in termini di share dal 2002, quando l’ultima serata del Festival, condotto da Pippo Baudo con Manuela Arcuri e Vittoria Belvedere, raccolse il 62.66%. Le donne del Festival? Una forzatura dopo le polemiche sul “passo indietro” nel senso che abbiamo assistito a una sfilata di donne bellissime (si può dire?) non tutte “nature” che hanno esibito gioielli e abiti firmati, oltre a mostrare culi e tette. La campagna sulla violenza di genere? Non crediamo che la presenza sul palco dell’ Ariston delle migliori interpreti italiane, come la Pausini, la Giannini, la Mannoia e la Giorgia nazionale, abbia fatto breccia sulla campagna antiviolenza. Crediamo che non basti pubblicizzare un mega concerto (al Campo Volo, a settembre) per scoraggiare la tragedia continua della violenza sulle donne, anche perché l’esibizione di Elettra Lamborghini non è stata proprio monacale (movimenti ancheggianti e sculettamento continuo…). Sui monologhi poco da dire: quasi scontati, a tratti banali. E tutte hanno letto il gobbo, recitando “senza sbavature” la propria parte. Evitiamo inoltre i giudizi sulla sceneggiata fra Morgan e Burgo (morsi, sputi e insulti dietro le quinte…), oltre allo spogliarello – triste- di Achille Lauro. Un grande Tiziano Ferro (che ha pure litigato con Fiorello via social…), un po’ meno I Ricchi e Poveri e Albano e Romina. Uno su tutti ha vinto: il giornalista e scrittore Rai Vincenzo Mollica (gravemente malato e che a fine mese andrà in pensione), il resto è varietà e qualche brano accettabile, come quelli portati al festival da Marco Masini e Irene Grandi. Bene i siciliani Urso e Levante, ma i loro brani non sono proprio sanremesi.